L’IA che consiglia chi decide sull’IA

La politica influenza l’Intelligenza Artificiale. E l’Intelligenza Artificiale comincia a influenzare la politica.

Trump, negli ultimi mesi, è intervenuto più volte direttamente sullo sviluppo e sull’uso dell’IA negli Stati Uniti. Ha ordinato di accelerarne l’adozione nella sicurezza nazionale, ha annunciato una AI Force poi ribattezzata SI Force, ha spinto per un approccio con meno vincoli regolatori e pochi giorni fa ha imposto all’esecutivo federale di sostituire ufficialmente il termine Artificial Intelligence con Super Intelligence.

Dall’altra parte, il flusso sembra funzionare anche nella direzione opposta.

Come racconta il TIME, durante un incontro privato con Elon Musk nel dicembre 2025 Trump avrebbe passato ore interrogando Grok sulla propria presidenza e su questioni geopolitiche.

Tra le domande, Trump chiese a Grok come avrebbero reagito i venezuelani se gli Stati Uniti avessero catturato Nicolás Maduro.

Secondo un funzionario presente, Grok rispose che Maduro era profondamente impopolare e che molti venezuelani avrebbero festeggiato la sua caduta.

Il mese successivo Trump ordinò l’operazione che portò alla cattura di Maduro. Dopo le celebrazioni avvenute in Venezuela, alcuni funzionari raccontano a TIME che Trump rimase particolarmente impressionato dalle capacità di Grok.

Questo naturalmente non dimostra che Grok abbia determinato quella decisione. Mostra però qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato piuttosto fantascientifico.

Un Presidente degli Stati Uniti che interroga un chatbot per capire le possibili conseguenze politiche di un’operazione militare.

E Grok sta entrando anche formalmente nelle strutture pubbliche. xAI ha annunciato che i suoi modelli sono stati selezionati per GenAI.mil e per applicazioni legate alle missioni del Dipartimento della Difesa statunitense.

Siamo abituati a pensare all’IA come a uno strumento per cercare informazioni, scrivere documenti o analizzare dati. Sempre più spesso, però, la useremo anche per formarci un’opinione.

Un CEO potrà chiederle se acquisire un concorrente. Un manager se licenziare o assumere.

Un politico come potrebbe reagire un Paese a una determinata decisione. In questi casi l’IA assume progressivamente un ruolo simile a quello di un consulente.

Con una differenza enorme: un consulente possiamo interrogarlo sulle sue fonti, sui suoi interessi, sulla sua esperienza e sui motivi che lo hanno portato a una conclusione. Con un modello probabilistico tutto questo diventa molto più difficile.

E quando una risposta apparentemente autorevole entra nelle stanze in cui vengono prese decisioni da miliardi di dollari, o decisioni che riguardano milioni di persone, capire come quella risposta è stata generata diventa importante quasi quanto la risposta stessa.