Block taglia metà dei dipendenti, le azioni salgono

Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, oggi a capo di Block (la società madre di Square, CashApp e Tidal), ha annunciato il licenziamento di quasi metà della forza lavoro. Da 10.000 a meno di 6.000 dipendenti.

Il motivo è che l’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente cosa significa costruire e gestire un’azienda. Secondo Dorsey infatti non sono loro in anticipo sui tempi, sono tutte le altre aziende in ritardo.

Nella lettera agli azionisti infatti, il fondatore di Twitter prevede che entro il prossimo anno la maggioranza delle aziende arriverà alla stessa conclusione e farà cambiamenti strutturali simili.

A fronte di questa dichiarazione, le azioni di Block sono salite di oltre il 20%, segnando un trend sempre più diffuso: sostituire persone con l’IA migliora le performance di mercato.

Il meccanismo è semplice, se una tecnologia può fare il lavoro di un dipendente a un costo infinitamente più basso, in una frazione del tempo e con una complessità molto più bassa, allora l’azienda che la adotta prima è più efficiente.

E un’azienda più efficiente vale di più.

Del resto le aziende non sono enti filantropici. Devono guardare ai profitti, alla marginalità, alla sostenibilità del modello. E quando il mercato premia chi riduce i costi grazie all’IA, il segnale che arriva a tutti gli altri CEO è chiarissimo.

Non stupisce dunque che Block non sia un caso isolato. Amazon ha licenziato 16.000 dipendenti a fine gennaio, dopo averne già tagliati 14.000 pochi mesi prima, il CEO di Shopify ha dichiarato che non assumerà più nessuno che non sappia dimostrargli che il lavoro per cui viene assunto non lo possa fare ChatGPT, e Mark Zuckerberg ha dichiarato che il 2026 sarà l’anno in cui l’IA cambierà drasticamente il modo in cui lavoriamo perché «stiamo iniziando a vedere progetti che richiedevano grandi team essere completati da una singola persona di talento.»

Non si tratta di aziende in crisi che usano l’IA come paracadute. Si tratta di aziende che vanno bene e che decidono di andare ancora meglio, sostituendo persone con macchine.

Da cui l’urgenza di ripensare l’intera struttura economica con il fine di far sì che l’enorme ricchezza che potrebbe derivare dall’utilizzo dell’IA non sia accentrata, ovvero solo nelle mani di pochi manager o imprenditori, ma diffusa, ovvero a disposizione di tutte le persone che hanno contribuito o contribuiranno alla creazione del valore di un’azienda, e che magari potranno lavorare meno mantenendo la stessa remunerazione di un tempo.

Fonte: https://www.bbc.com/news/articles/cq570d12y9do