C’è chi paragona l’Intelligenza Artificiale al nuovo Manhattan Project, quello della bomba atomica guidato da Oppenheimer. C’è chi invece la paragona alla corsa allo spazio della Guerra Fredda.
Eppure, almeno in termini di investimenti, l’IA ha superato entrambi questi progetti.
Dal 2013 al 2024 sono stati investiti quasi 1.600 miliardi di dollari nell’Intelligenza Artificiale.
- Più del programma Apollo.
- Più del Manhattan Project.
- Più della bolla dot-com.
- Più del boom delle criptovalute.
Una quantità di capitale enorme concentrata in pochissimi anni e in pochi settori, primo fra tutti, i data center e le infrastrutture necessarie ad alimentare e far funzionare il software.
Solo nel 2024, secondo Stanford, 37 miliardi di dollari sono stati spesi esclusivamente in infrastrutture AI. Tra il 2021 e il 2024 sono stati costruiti oltre 500 nuovi mega data center. E secondo McKinsey, entro il 2030 serviranno 5.200 miliardi di dollari solo per soddisfare la domanda energetica e computazionale dell’IA.
Nel frattempo l’IA entra ovunque: sanità, finanza, manifattura, veicoli autonomi. Le startup AI hanno raccolto oltre 70 miliardi in un solo trimestre, assorbendo quasi il 60% del venture capital globale.
Le valutazioni sono esplose: Nvidia è cresciuta di oltre 10 volte in tre anni. OpenAI è diventata la private company più valutata al mondo.
Tuttavia, i ricavi crescono molto più lentamente delle valutazioni. Anche perché una parte di questi investimenti gira in circuiti chiusi: le stesse aziende si finanziano, si comprano servizi, acquistano chip e cloud l’una dall’altra, alimentando una crescita che rischia di essere più finanziaria che reale.
È una bolla? Forse sì. Forse no. O meglio, potrebbe esserlo dal punto di vista finanziario. Ma non da quello reale. L’IA è una realtà che è ormai entrata nelle nostre vite personali e professionali. E il suo impatto nel futuro non potrà che aumentare.
Fonte dei dati: Reuters https://www.reuters.com/graphics/USA-ECONOMY/AI-INVESTMENT/gkvlqbgxkpb/