Meglio un CEO artificiale o uno pagato 399 volte tanto?

Un CEO oggi guadagna 399 volte un dipendente medio. Nel 1965 il rapporto era 20 a 1.

Intanto Zuckerberg sta sviluppando un agente IA personale per gestire Meta. Un agente che accede alle informazioni aziendali, salta i livelli gerarchici e velocizza le decisioni. Tradotto: non c’è ruolo che non possa essere automatizzato o potenziato dall’IA. Nemmeno il suo.

Cosa succederebbe se CEO e manager venissero sostituiti da agenti IA e il risparmio redistribuito tra chi lavora?

Un CEO, a differenza di un imprenditore, non rischia capitale proprio. E il suo compenso non sempre è correlato ai risultati. David Zaslav ha incassato 247 milioni nel 2021 mentre le azioni di Discovery crollavano del 37%. Chris Nassetta di Hilton ha preso 55,9 milioni a fronte di 720 milioni di perdite e hotel vuoti.

Soldi che potevano finire ai dipendenti.

È una provocazione. Ma non troppo.

Nel 2022 NetDragon Websoft ha nominato un’IA come CEO. Risultato: +18,2% contro un mercato a -2,8%. E diversi studi mostrano che le aziende con CEO meno pagati nel lungo periodo performano meglio.

Il punto non è che i CEO siano inutili. È che un CEO che si limita a ciò che un algoritmo sa fare – analizzare dati, ottimizzare processi, decidere in base a pattern – ha un problema. Quel lavoro un agente IA lo fa già. Meglio. Più veloce. A costi irrisori.

Quello che giustifica un CEO non è ciò che un algoritmo può fare. È ciò che non può fare: visione, empatia, capacità di ispirare persone, coraggio di prendere decisioni impopolari, responsabilità di rischiare.

Se un CEO fa tutto questo, 399 a 1 resta discutibile ma almeno ha una logica. Altrimenti, tanto vale dare le decisioni a un agente e redistribuire il resto.