
«Le cose nuove si fanno solo con i giovani».
Mario Tchou, ingegnere alla Olivetti e inventore di Elea 9003, tra i primi computer.
«Perché solo i giovani» continuava Tchou «si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalità consuetudinaria»
Dove sono oggi i giovani in Italia? Ma soprattutto dove sono i giovani che si buttano dentro nuovi progetti con entusiasmo?
Ci sono. Ma sono e saranno sempre di più una risorsa rara che, chiunque faccia impresa, avrà il dovere di coltivare e valorizzare.
Negli anni Cinquanta, quelli di Olivetti e Mario Tchou, il rapporto tra bambini e anziani era di uno a uno. Oggi siamo a sei over 65 per ogni bambino. Ogni anno i decessi sono il doppio delle nascite. E il tasso di giovani laureati che vanno all’estero è in continua crescita.
E non è solo un tema anagrafico. Ma di mentalità e cultura. In Italia spesso manca la voglia di prendersi il rischio di fare cose nuove. Di sperimentare e provare strade differenti da quelle che abbiamo sempre percorso.
Se vogliamo fare cose nuove questo è il momento per farle. Perché tra qualche decennio potremmo ritrovarci tutti vecchi, in un paese vecchio, che non sarà neanche più in grado di pagare le pensioni.