Ravioli, Skill e AI: la ricetta della Cina per adottare l’IA
Un ristorante di Pechino crea una skill per agenti AI. Una piccola storia che racconta due modi molto diversi di adottare l’Intelligenza Artificiale.
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Un ristorante di Pechino crea una skill per agenti AI. Una piccola storia che racconta due modi molto diversi di adottare l’Intelligenza Artificiale.
Janie, influencer artificiale creata con l’IA, continua a coinvolgere il pubblico anche dopo che gli utenti scoprono che non esiste realmente.
Il watermark invisibile di Claude mostra i limiti dei sistemi tecnici di trasparenza quando parafrasi e riscritture possono indebolirne la rilevabilità.
Dieci agenti AI gestiscono città simulate con risultati molto diversi. L’esperimento mostra quanto modelli, strumenti e contesto influenzino l’autonomia.
I Paesi che costruiscono l’IA non sono sempre quelli che la usano di più: il prossimo divario potrebbe separare produttori e utilizzatori di AI.
Smartphone e feed assorbono la nostra attenzione fino a renderci presenti fisicamente ma assenti mentalmente, anche nei momenti che contano di più.
L’IA può alleggerire l’organizzazione familiare, ma cosa succede quando entra anche nel tempo condiviso e nelle relazioni con i nostri figli?
La Cina vuole accelerare sull’IA senza sacrificare occupazione e stabilità sociale, riaprendo il tema di chi beneficia della produttività automatizzata.
Dal 2014 al 2026 continua la narrazione apocalittica su tecnologia e lavoro. Il modo in cui raccontiamo l’IA influenza come affrontiamo il cambiamento.
Una causa contro OpenAI riapre il tema della fiducia in ChatGPT, soprattutto quando le risposte influenzano decisioni su salute, sicurezza e denaro.
Smartphone e social per bambini sono ancora considerati normali, ma nuove leggi europee e internazionali mostrano che questa normalità sta cambiando.
Lo sharenting costruisce l’identità digitale dei figli prima che possano scegliere. Una riflessione sul loro diritto a non diventare contenuti online.
La vergogna prometeica di Günther Anders torna attuale con l’IA: il rischio è giudicare l’essere umano con criteri di efficienza propri delle macchine.
Kant definiva la minorità come rinuncia alla propria ragione. Con l’IA cresce il rischio di delegare giudizio e pensiero a un assistente sempre disponibile.
Una multa troppo bassa può trasformare un divieto in un prezzo. L’esperimento degli asili di Haifa mostra come cambia il significato di una regola.
Cinquantenni entusiasti e ventenni scettici: la Gen Z rischia di restare indietro, stretta tra chi ha esperienza e la Gen Alpha nativa AI.
In Australia, sei mesi dopo il divieto ai minori di 16 anni, la legge ha in gran parte fallito. Servono cultura ed ecosistema, non solo divieti.
Secondo Jared Cooney Horvath la Gen Z è la prima generazione a peggiorare su attenzione, memoria e alfabetizzazione rispetto alla precedente.
Come i muscoli sono diventati una scelta, lo diventerà il pensiero: ci sarà chi delega tutto all'IA e chi cercherà nuove sfide cognitive.
Nel 2026 l'IA si usa soprattutto per terapia e compagnia: le attività professionali arretrano e cresce il thinkslop, un pensiero pigro e superficiale.
Una mail della Direzione per l'innovazione digitale con quattro errori. Non chiedo di usare l'IA, ma almeno un correttore automatico.
L'algoritmo non conosce la regola, conosce la statistica. Prima di incolpare l'IA per un output distorto, chiediamoci chi gliel'ha insegnato.
A nove anni un bambino non ha bisogno di uno smartphone. Lo regaliamo perché ha senso farlo o solo perché lo fanno tutti gli altri?
I risultati PISA e INVALSI calano da anni e il sovraccarico digitale c'entra. Il problema è aver messo la tecnologia al centro senza un perché.
Princeton abbandona dopo 133 anni il patto d'onore sugli esami. La risposta all'IA non è sorvegliare di più, ma valutare il processo e le domande.
Il costo dell'educazione è cresciuto del 180% in quarant'anni. Dove l'economia crea barriere la tecnologia potrebbe abbatterle, ma da sola non basta.
L'IA è la prima tecnologia che non si adatta a noi: siamo noi ad adattarci. Non stiamo più adattando lo strumento alla mano, ma la mano allo strumento.
Il manifesto del CEO di Palantir è un programma politico. Un domani potremmo scegliere una tecnologia non solo per l'utilità, ma per l'ideologia.
Il 25 aprile nell'era delle fake news e dei big data. Rinunciando a cercare la verità costruiamo le basi della nostra stessa sottomissione.
L'AI Literacy italiana cresce a +381x, ma autori e inventori AI restano ultimi. Contiamo gli AI enthusiast invece di chi costruisce qualcosa.