La domanda migliore da fare all’IA: se hai dubbi, chiedi

Per quanto incredibile, l’IA non pensa come noi. Simula il nostro modo di parlare e ragionare. Ma lo fa partendo da presupposti statistici, non da esperienza vissuta. Può succedere che un’istruzione perfettamente chiara per noi sia ambigua per la macchina. E viceversa.

Il risultato? Risposte generiche, fuori fuoco, che non c’entrano nulla con quello che volevamo.

Per evitare questi fraintendimento spesso basta aggiungere una frase alla fine di qualsiasi richiesta:

  • “Prima di rispondere, fammi tutte le domande che ti servono per darmi la risposta migliore possibile.”
  • oppure
  • “Se è tutto chiaro procedi, altrimenti fammi sapere se ti servono altre informazioni”
  • Tutto qui. Con questa frase l’IA smette di improvvisare e inizia a ragionare. Ti chiede contesto, obiettivi, vincoli, pubblico, formato. Tutte cose che tu sai ma che non avevi pensato di specificare. E che fanno la differenza tra una risposta mediocre e una eccellente.
  • Funziona perché ribalta il processo.
  • Invece di essere noi a provare a farci capire – spesso senza sapere cosa serve alla macchina – è la macchina che ci dice cosa le manca. Sa meglio di noi quali informazioni le servono per lavorare bene.