La fatica di essere genitori in un mondo che corre

Un genitore dell’Ottocento aveva a che fare più o meno con la stessa tecnologia con cui erano cresciuti i suoi genitori. Il telaio, l’aratro, la carrozza, la candela. Sapeva come funzionava. Sapeva come gestirla. Sapeva cosa dire ai propri figli.

Un genitore della prima metà del Novecento, stesso schema. La radio, il telefono, l’automobile. Novità, certo, ma con tempi di adozione lunghi. Si riusciva a capirle prima di doverle spiegare.

Un genitore degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta: televisione, elettrodomestici, i primi computer. Tecnologie che entravano in casa lentamente. C’era il tempo di osservare, adattarsi, decidere.

Poi tutto è cambiato.

Anni Novanta: Internet. Anni Duemila: i Social Media. Anni Dieci: lo smartphone.

Anni Venti: l’Intelligenza Artificiale. Una tecnologia che molti genitori di oggi non capiscono fino in fondo, ma che i loro figli usano già ogni giorno.

Per secoli, ogni generazione di genitori ha avuto un vantaggio: conosceva il mondo in cui i propri figli sarebbero cresciuti. Perché quel mondo era sostanzialmente lo stesso in cui erano cresciuti loro.

Oggi quel vantaggio non esiste più.

Ogni dieci anni arriva una tecnologia nuova che ridefinisce il modo in cui comunichiamo, lavoriamo, impariamo, ci relazioniamo. E ogni volta noi genitori siamo un passo indietro. Dobbiamo prima capirla noi, poi decidere come gestirla con i nostri figli.

Dire no allo smartphone in quinta elementare, a TikTok in prima media, a ChatGPT per i compiti, sono decisioni per cui non abbiamo precedenti.

E la velocità non rallenterà. Accelererà. I nostri figli dovranno prendere decisioni su tecnologie che oggi non esistono ancora. E noi non potremo prepararli basandoci sulla nostra esperienza, perché la nostra esperienza non basterà più.

L’unica cosa che possiamo fare è dare loro qualcosa che non scade: senso critico, curiosità, autonomia di pensiero. Non le risposte giuste per il mondo di oggi. Ma gli strumenti per farsi le domande giuste nel mondo di domani.