E se l’IA fosse un complotto degli introversi?

Meme a fumetti: boss, leader, introverso e introverso con l'IA che traina più carretti da solo

E se l’IA fosse in realtà un complotto degli introversi per creare aziende miliardarie senza dover avere a che fare con le persone?

Alla fine tutti i più importanti imprenditori del settore sono considerati, o si definiscono, introversi. Pensiamo a Bill Gates, Jeff Bezos, Elon Musk, Sergey Brin, Marissa Mayer, Steve Wozniak, Pether Thiel o Mark Zuckerberg.

Battute e meme a parte, quello che è vero è che l’Intelligenza Artificiale Generativa permetterà di creare aziende molto più snelle dove una parte del lavoro (una parte, non tutto) possa essere delegato a una macchina.

Secondo il fondatore di OpenAI, Sam Altman nel giro di 3 o 4 anni potranno addirittura nascere Unicorn (aziende private con una valorizzazione di mercato pari o superiore al miliardo) composte da una sola persona che delega ogni compito a delle macchine.

Tuttavia la mia speranza non è che l’Intelligenza Artificiale Generativa crei un domani aziende senza persone, quanto piuttosto che stimoli l’imprenditoria e dia a tutti la possibilità di lanciare nuovi progetti imprenditoriali in maniera più snella, veloce ed efficiente.

Grazie a questa tecnologia infatti possiamo testare un’idea in molto meno tempo, riducendo così il rischio e aumentando il livello di innovazione.

Non è un caso che il 48% delle 50 startup basate su Intelligenza Artificiale Generativa più popolari si sono autofinanziate. Il ché vuol dire che si può entrare in questo mercato anche partendo da zero e senza grandi investimenti, magari appoggiandosi su tecnologie già esistenti (come Claude o GPT).