L’IA non ruba il lavoro: ruba amici e capacità di pensare

La diffusa, anche se parzialmente infondata, paura che l’IA possa rubarci il lavoro si basa sull’idea, corretta, che questa tecnologia debba essere usata per aumentare la nostra produttività.

Ovvero per permetterci di lavorare meno e meglio.

Tuttavia negli ultimi anni, l’utilizzo che facciamo dell’IA si sta spostando sempre di più dalla sfera professionale a quella personale.

Secondo HBR, nel 2024 le persone usavano l’IA soprattutto per attività tecniche e professionali, come generare idee, fare ricerche, modificare testi e risolvere problemi.

Già nel 2025, l’utilizzo principale era la ricerca di terapia e compagnia, seguito da un aiuto su come organizzare la propria vita e trovare un senso (“finding purpose”).

Nel 2026 la situazione è ancora più netta: terapia e compagnia mantengono saldamente il primo posto, mentre molte attività professionali arretrano drasticamente.

  • La generazione di idee passa dalla prima posizione nel 2024 alla 47ª nel 2026.
  • La generazione di codice scende dalla quinta alla 78ª posizione.
  • La creatività passa dalla nona alla 65ª posizione.

Al loro posto emergono attività molto più personali e superficiali:

  • Divertimento e nonsense salgono al terzo posto.
  • Fan fiction e storytelling entrano direttamente al quarto posto.

Mentre l’utilizzo dell’IA come terapia e compagnia potrebbe ridurre le nostre relazioni sociali, portandoci a preferire un amico virtuale a uno reale, il suo utilizzo per divertimento e nonsense potrebbe ridurre le nostre capacità cognitive.

In altre parole, potrebbe aumentare quello che HBR definisce thinkslop: una forma di pensiero pigro e superficiale generata da un uso eccessivo dell’IA.

Qui il report HBR: https://hbr.org/2026/06/how-people-are-really-using-ai-in-2026