Prima si lavora, poi si paga e poi si viene pagati

«I termini di pagamento sono stabiliti in 60 (sessanta) giorni fine mese data fattura, salvo quanto diversamente stabilito nell’Ordine. Non verrà considerato ritardo, ai fini del Decreto Legislativo n. 231/2002 il pagamento effettuato entro 25 (venticinque) giorni successivi al termine di cui al precedente art. 12.12. delle Condizioni Generali o a quello diversamente stabilito nell’Ordine.»

Sessanta giorni, che poi spesso sono novanta, fine mese data fattura, ovvero almeno 15 giorni in più, con un decreto che aggiunge altri 25 giorni (inevitabili visto che in Italia il 94% delle fatture viene pagato in ritardo). Il tutto ovviamente a fine lavoro e a ricevimento dell’ordine di acquisto che generalmente arriva in 10 o 15 giorni.

Totale: 145 giorni (90+15+25+15), ovvero quasi cinque mesi per ricevere un pagamento.

Mesi in cui nel frattempo abbiamo pagato l’IVA sulla fattura e i fornitori. E dunque non solo chi lavora non prende i soldi prima del lavoro svolto, ma deve anche anticiparli tanto allo stato (che con i suoi decreti agevola questo sistema di pagamenti) tanto ai fornitori (a meno di non essere a nostra volta attori di questo sistema insostenibile).