
01. PRIVACY
Possiamo, anzi dobbiamo, usare versioni Business o Enterprise di strumenti come ChatGPT o Claude, dove i dati aziendali non vengono usati per addestrare i modelli.
Possiamo disattivare la memoria o l’utilizzo delle conversazioni per il training.
Però ci sarà sempre un trade off: più questa tecnologia ci conosce e più può esserci utile.
02. LENTEZZA
L’IA si evolve a una velocità senza precedenti. Nuove funzioni, nuovi modelli e nuove possibilità.
Per usarla al meglio non dobbiamo andare alla stessa velocità, anche perché inizia a essere insostenibile. Dobbiamo però accelerare il modo in cui lavoriamo e pensiamo.
Sperimentare di più, produrre di più, selezionare di più. Se scegliamo di rallentare troppo, rischiamo di continuare a lavorare con processi pensati per un mondo che nel frattempo è già cambiato.
03. PERFEZIONE
Sperimentare e produrre di più con l’IA vuol dire anche aumentare la possibilità di commettere errori.
Il mercato con cui abbiamo a che fare oggi è troppo dinamico per essere perfezionisti. Per chiudersi nelle proprie stanze a lavorare su un’idea e non buttarla sul mercato fino a quando non è perfetta.
Perché il rischio è che quando noi siamo pronti, tutto è già cambiato.
04. STABILITÀ PROFESSIONALE
Oggi facciamo un lavoro e magari lo faremo per tutta la vita.
Oppure quello stesso lavoro potrebbe, nel giro di pochi anni, essere svolto in parte o quasi interamente da un’IA.
E allora cosa faremo?
L’IA ha accelerato un processo di trasformazione del lavoro che ha reso la carriera lunga sempre più corta.
Oggi siamo chiamati a reinventarci di continuo imparando e disimparando competenze, cambiando mentalità, ruolo e professione.