A Pechino c’è un negozio di ravioli chiamato Jinguyuan che ha creato una propria skill per agenti AI.
In pratica, invece di aprire il sito del ristorante, cercare il menu e mettersi in coda, possiamo chiedere al nostro agente, o anche solo a ChatGPT o Claude, di farlo. La skill insegna all’IA come consultare il menu, suggerire cosa ordinare e inserirci nella fila del ristorante.
Il proprietario, Li Bo, ha 41 anni e un master in ingegneria delle telecomunicazioni. Ad aprile ha visto crescere gli agenti AI e ha pensato che, se un giorno chiederemo al nostro assistente cosa mangiare, sarebbe stato meglio assicurarsi che conoscesse anche i suoi ravioli.
In più ha sviluppato in vibe coding un sito che mostra in tempo reale la coda delle sue due sedi e ha distribuito ai clienti coupon da 10 yuan da spendere in token AI.
Oltre alla mera applicazione pratica dell’IA, questa storia mette bene in luce come in Cina sembra esserci una maggiore disponibilità a sperimentare con l’IA anche quando la tecnologia è ancora imperfetta. Rest of World racconta di corsi accelerati sui modelli linguistici, lavoratori che provano nuovi strumenti per evitare di restare indietro e persone che si sono messe in fila per farsi installare OpenClaw. Nel 2025, tra i 30 Paesi analizzati da Ipsos, la popolazione cinese era quella che dichiarava il livello più alto di entusiasmo verso l’IA.
In Europa la situazione è più frammentata. L’adozione cresce e nel 2025 il 20% delle imprese europee utilizzava già tecnologie di IA, ma si passa dal 42% della Danimarca al 5% della Romania. Le PMI continuano a incontrare ostacoli legati a competenze, dati, infrastrutture e risorse.
Senza dimenticare il famigerato “Shadow AI” – ovvero dipendenti che usano l’IA di nascosto perché in azienda non è ancora stato detto loro come e quando usarla. Una ricerca IDC del 2025 rilevava che il 39% dei dipendenti EMEA utilizzava strumenti AI gratuiti al lavoro e un altro 17% strumenti pagati personalmente, mentre il 23% dichiarava di usare strumenti forniti dall’azienda.
Così rischiamo di avere due modelli di adozione molto diversi.
- Uno parte dall’esperimento. Proviamo una skill per vendere ravioli, vediamo cosa succede e intanto impariamo.
- L’altro parte spesso dalla procedura. Definiamo policy, autorizzazioni, responsabilità e strumenti consentiti. Nel frattempo le persone usano ChatGPT dal proprio account personale.