L’IA – lo dico per esperienza – permette di dare forma a molte delle nostre idee in una frazione del tempo che sarebbe stato necessario in passato.
Progetti, libri, articoli, video, canzoni, prodotti, servizi, app, grafiche, immagini, strategie, documenti.
Tutto scorre velocissimo. Talmente veloce che a volte viene da domandarsi il senso di quello che stiamo producendo. Viene in mente Peter Drucker secondo cui non c’è nulla di più inutile che fare in modo efficiente ciò che non dovrebbe essere fatto affatto.
L’IA mette l’efficienza. Ma il senso di quello che facciamo è in capo a noi. E ogni tanto, in questo inarrestabile flusso creativo, anche io mi domando il senso di produrre tutto quello su cui ogni giorno lavoro.
Ma poi passeggiando per Milano mi imbatto in un muro con una scritta: «Siamo accaniti a vivere e a volare»
E allora forse il senso è proprio lì. In quell’accanimento a vivere e volare. Perché non c’è nulla che faccia sentire più vivi di dare forma alla nostra creatività. Anche quando apparentemente non ha senso.