La curva di Wundt e l’equilibrio del nuovo.

Secondo il principio conosciuto come la “curva di Wundt”, la forza attrattiva in una prima fase aumenta in corrispondenza dell’aumento delle novità per poi in una seconda fase diminuire. Ovvero quando iniziamo ad abituarci a quello che ci circonda e che un tempo ci attirava, finiamo per sprofondare in sentimenti, opposti a quello dell’attrazione, come la noia o l’indifferenza.

Quando iniziamo ad abituarci a quello che ci circonda e che un tempo ci attirava, finiamo per sprofondare in sentimenti, opposti a quello dell’attrazione, come la noia o l’indifferenza.

Con l’ulteriore complicazione che, come sottolinea lo psicologo e filosofo D.E. Berlyne, ciò che è nuovo attira la nostra attenzione e stimola i nostri sensi solo fino ad un certo punto, oltrepassato il quale inizia a spaventarci e infastidirci. La sfida dunque sta nell’essere nuovi, nel sorprendere, senza però esagerare rischiano di trasformare l’eccitazione in avversione.

Questo vale per qualsiasi contesto, dalle relazioni interpersonali alla tecnologia.