Psycho Killers.

Il link più cliccato della settimana scorsa nella mia newsletter è stato un post che propone qualche consiglio su come rimanere informati proteggendo, al contempo, la nostra salute mentale. E non mi stupisce. È vero, nel breve periodo, l’urgenza è aiutare il popolo ucraino e ripristinare la pace, così come per il Covid l’urgenza era (e rimane) arginare la diffusione del virus. Tuttavia, non possiamo sottovalutare gli effetti di questi drammi sull’equilibrio psicofisico di tutti noi.

È vero, nel breve periodo, l’urgenza è aiutare il popolo ucraino e ripristinare la pace, così come per il Covid l’urgenza era (e rimane) arginare la diffusione del virus. Tuttavia, non possiamo sottovalutare gli effetti di questi drammi sull’equilibrio psicofisico di tutti noi.

Sebbene in passato l’umanità abbia dovuto affrontare periodi peggiori (basta pensare a chi è nato alla fine dell’Ottocento ed è passato per due Guerre Mondiali e pandemie del calibro dell’Influenza Spagnola) oggi abbiamo tuttavia qualcosa di negativo in più e qualcosa di positivo in meno.

Quello che abbiamo “guadagnato” è un sistema dove siamo bombardati di notizie e quindi tutto ci sembra più imminente e più vicino. Sui social e sui siti e le app dei quotidiani possiamo vivere la guerra in ucraina “minuto per minuto”, veniamo informati di continuo sul numero di casi di Covid e delle decisioni dei politici, spesso ancora prima che queste vengano confermate. E questo non può che seminare panico e ansia. Abbiamo informazioni senza avere risposte. Siamo costantemente inghiottiti in un vortice di stimoli che rendono tutto più precario e volatile. La soluzione, ovvia, dovrebbe essere informarci di meno ma meglio, scegliere le fonti e resistere all’illusione dell’onniscienza.

Quello che abbiamo perso invece sono i pilastri della nostra società. Quelle reti intangibili che ci aiutavano ad avere delle certezze. Un tempo c’era la fede religiosa e chi non l’aveva, poteva contare su quella politica (la vecchia dicotomia tra Don Camillo e Peppone…). Oggi la fede religiosa è in calo ovunque e quella politica è in calo da decenni. Poi c’erano le reti sociali, la famiglia, gli amici, i luoghi fisici dove ritrovarsi e dove confrontarsi, c’erano gli uffici e i contratti di lavoro. Oggi tutto questo non lo abbiamo perduto, anzi da un punto meramente quantitativo, è aumentato. Per esempio abbiamo più “friends” e relazioni di un tempo. Il problema è che qualitativamente sono molto deteriorate. E questo deterioramento può spaesarci, ci può fare sentire più soli anche se nella nostra rubrica del telefono o sui nostri social abbiamo migliaia di contatti.