Un futuro di abbondanza.

In questa doppia intervista con l’Head Of TED, Chris Anderson, Elon Musk parla di lavoro, di energie rinnovabili, di viaggi nello spazio e, più in generale, della sua idea di futuro. Tra i tanti punti affrontati da Musk c’è anche l’impatto che l’automatizzazione del lavoro avrà sull’economia: «Sarà davvero un mondo di abbondanza. Qualsiasi prodotto e servizio sarà disponibile per chiunque lo voglia. Sarà così economico avere prodotti e servizi, sarà ridicolo.»

«Sarà davvero un mondo di abbondanza. Qualsiasi prodotto e servizio sarà disponibile per chiunque lo voglia. Sarà così economico avere prodotti e servizi, sarà ridicolo.» – Elon Musk

Ed effettivamente è vero, o quanto meno verosimile. Perché un futuro in cui i robot faranno il lavoro dell’uomo è un futuro di abbondanza, un futuro in cui si potrà produrre più ricchezza con meno costi, se non addirittura con costi marginali tendenti allo zero (una volta ammortizzato il costo di una macchina, questa produce ricchezza senza ulteriori costi aggiuntivi).

Il punto è capire se sarà un’abbondanza distribuita e quindi di uguaglianza, oppure un’abbondanza accentrata e quindi disuguale.

Il punto è capire se sarà un’abbondanza distribuita e quindi di uguaglianza, oppure un’abbondanza accentrata e quindi disuguale.

Nel primo caso (abbondanza distribuita) saremo di fronte a un futuro radioso in cui l’uomo lavorerà meno ore senza abbassare il proprio tenore di vita, e quindi avrà il “problema” di tenersi occupato. Tutti potranno lavorare meno e meglio perché i benefici dell’automatizzazione saranno ripartiti tra tutti.

Nel secondo caso invece (abbondanza accentrata) saremo di fronte a uno scenario apocalittico fatto di disoccupazione e povertà di massa da una parte, e immensa ricchezza nelle mani di pochi individui dall’altra. Un futuro di disuguaglianza e crescita stagnante, che l’economista francese Piketty ha ben riassunto nella formula r>g: quando il tasso di crescita (g) ristagna, sale quella derivante dal rendimento (r) del capitale guadagnato o, il più delle volte, ereditato. Con il risultato che i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e la società si sposterà verso una società di stampo patrimoniale / ereditiero.

Con un ulteriore paradosso, che Marx aveva già individuato più di duecento anni fa: la spinta a massimizzare la quota dei profitti è in contraddizione con la necessità di un’ampia domanda, ovvero aumenta la produzione ma diminuisce la domanda, perché in un futuro di disoccupati squattrinati nessuno avrà i soldi per comprare tutti i nuovi prodotti e i servizi resi disponibili dall’aumento della produttività.