Fictoprole.

Secondo la ricercatrice Catriona Campbell un domani potrebbero esistere dei “bambini virtuali” che, un po’ come le sigarette elettroniche, promettono di dare tutte le gioie dell’essere genitore senza le conseguenze e le responsabilità del mettere al mondo un figlio “reale”. Una sorta di evoluzione del Tamagotchi dopato dall’Intelligenza Artificiale e dal Metaverso.

Per quanto l’idea di un “Tamagotchi child” possa apparire fantascientifica, non lo è se pensiamo che già oggi esisto dei compagni di vita virtuali con i quali sposarsi e trascorrere le giornate.

È il caso di Akihiko Kondo, impiegato giapponese di 38 anni che nel 2018 ha sposato la cantante virtuale Hatsune Miku con la quale, già da qualche anno, aveva una relazione amorosa, resa possibile da un device da 1.300 dollari, chiamato Gatebox, che permette alle persone di interagire e chattare con ologrammi di fantasia, e da una riproduzione in scala 1:1 di Miku con cui Kondo viaggiava, andava al ristorante e faceva tutto quello che si fa con un partner in carne e ossa.

Come oggi già si parla di partner “Fictosessuali” non escludo che un domani si parlerà di genitori “Fictoprole”, persone che si dichiareranno genitori di prole virtuale.

Negli anni Akihiko Kondo è diventato un attivista per i diritti dei Fictosessuali, ovvero le persone che, come lui, provano un’attrazione sessuale esclusiva verso personaggi di fantasia o la cui sessualità è influenzata da personaggi di fantasia.

In quest’ottica dunque, come oggi già si parla di partner “Fictosessuali” non escludo che un domani si parlerà di genitori “Fictoprole”, persone che si dichiareranno genitori di prole virtuale.