Le BOATS ci salveranno

Nel 2015 ho scritto un libro (“Fai Fiorire il Cielo”) in cui proponevo sei passaggi per sviluppare un’idea. Il primo era essere basati su una storia vera, in inglese: Based On A True Story, da cui B.O.A.T.S.

Questo valeva per un brand o un professionista nel 2015 e vale ancora di più oggi, in un mondo in cui dobbiamo e dovremo sempre di più confrontarci con delle macchine che potrebbero fare il nostro lavoro, o almeno una parte di esso, meglio di noi e con tempi e costi infinitamente inferiori.

Pensiamo alla musica. Già ora un algoritmo come Suno può generare canzoni con un livello di qualità da umano medio. E negli anni non potrà che migliorare.

Quello che però un algoritmo non potrà mai fare è vivere la vita di un artista e poi trasformarla in canzoni o raccontarla in testi e storie.

In sintesi un algoritmo non sarà mai “Based On A True Story”. Potrà simularla, scriverla, raccontarla, ma non potrà mai viverla.

Potrà scrivere canzoni come quelle dei Black Sabbath, ma non potrà mai avere una storia come quella di Ozzy Osbourne (di cui ti consiglio la biografia “I Am Ozzy”).

In questa inondazione di tecnologia dunque, le nostre BOATS saranno quelle che ci terranno a galla e ci permetteranno di emergere come professionisti.

Così come saranno quello che più ci piacerà in un artista: Più che le canzoni o le opere in sé, la storia che ci sarà dietro.