AI POP. Come l’AI influenza la nostra estetica
The Brutalist, Velvet Sundown, voci clonate, Disney su Sora: otto modi in cui l'intelligenza artificiale ha già cambiato la cultura pop.
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The Brutalist, Velvet Sundown, voci clonate, Disney su Sora: otto modi in cui l'intelligenza artificiale ha già cambiato la cultura pop.
Poesie preferite a Shakespeare, nomination ai Grammy, un dipinto robotico da Sotheby's: i contenuti fatti con l'IA piacciono sempre di più.
Based On A True Story: un algoritmo può simulare una storia, scriverla, raccontarla. Ma non potrà mai viverla. È lì che resta il nostro vantaggio.
La bulimia musicale dello streaming non permette tutto questo. Brucia il valore della musica e la rende tutta uguale. E allora tanto vale crearsi la propria canzone con l'Intelligenza Artificiale Generativa. Almeno abbiamo una canzone uguale a tutte le altre ma che è scritta e cantata solo per noi.
L'obiettivo quando si lavora a qualcosa di nuovo e innovativo non è essere fin da subito perfetti, ma perfezionarsi ogni giorno, strada facendo. L'obiettivo non è essere fin da subito i migliori, ma migliorarsi ogni giorni, errore dopo errore.
Tendenza di uno o entrambi i genitori di condividere costantemente fotografie, video e storie dei propri figli sui Social Media senza il loro permesso.
Ogni mattina mi sveglio e so che l'Intelligenza Artificiale Generativa mi stupirà con qualcosa di nuovo (e straordinario).
Questo audio nasce dall'unione di due delle mie band preferite i Kraftwerk e i Clash. E infatti l'ho chiamato "Clashwerk".
Perché trasformare miti del passato in una sorta di Frankenstein dell'intrattenimento, quando potremmo creare nuovi miti?
Innovare a tutti i costi può essere rischioso: si perdono soldi, perché innovare costa, e, contemporaneamente si perde valore, perché il nostro target non apprezza l'innovazione che gli stiamo proponendo.
Muro filosofico #43: “Sesso, Droga, Insicurezza” una frase che ho trovato su un muro a Milano.
Un nuovo modello di business, il “Music Placement”: Inserire, a pagamento, una canzone per farla salire (o tornare come nel caso di Running…) in classifica.
Degli 8 milioni di creator e musicisti presenti su Spotify (e che contribuiscono a creare valore per la piattaforma) solo il 2% guadagna da Spotify più di 1.000 dollari all’anno. E solo lo 0,5% ne guadagna più di 10.000.
Muro filosofico #13: “Ancora 5 minuti” una frase che ho trovato (più volte) scritta con spray rosso sui muri di Milano.
Potremmo vedere negli AC/DC un buon esempio di quello che in gergo management viene chiamata “Exnovation”.
Dire “sì” alla vita: è questo il nichilismo che ci trasforma in oltre-uomini, capaci di andare oltre i valori dell’ultimo uomo.
Quattro canzoni "inedite", composte da un algoritmo, dei finti Nirvana, The Doors, Jimi Hendrix e Amy Winehouse.
Leggendo il bilancio del terzo quadrimestre di Warner Music Group emerge un dato interessante: in diversi paesi, tra cui l’Italia, almeno il 50% dei top-selling singles sono di artisti locali e non grandi star internazionali.
Una scommessa più azzardata è la musicassetta. Onestamente non so se tornerà mai di moda. Questa startup francese pensa di sì e ha lanciato un walkman per i tempi di oggi che unisce il fascino dell'analogico alla comodità del digitale.
La libertà esiste solo quando nessuno la possiede. - Jackson Browne
Le persone nelle mie canzoni sono tutte me. È una frase di Bob Dylan. E penso sia vero. I musicisti, gli autori, i registi, i poeti e gli artisti, raccontano tutti di quello che vivono, e quello che vivono li ha resi quello che sono.
In futuro penso sceglieremo di investire in esperienze che valgono. Oppure sceglieremo di consumare prodotti a buon mercato. Quello che c’è nel mezzo rischierà di uscire dal mercato.
iTunes, Spotify, i concerti live, X-Factors, la trap, i video su Yuotube, il Merchandising. La musica è il classico esempio di come le vie dei modelli di business siano infinite.
Il modo migliore per convincere qualcuno della validità della nostra idea, non è parlargliene, e neanche provare a spiegarla, ma mostrarla. Far toccare con mano, attraverso un mock up, un prototipo o un mvp, il frutto della nostra immaginazione.
Cambiare non è facile e spesso non è neanche necessario, ma è l’unico modo di avere la certezza di continuare a crescere e a evolversi.
Gli imprevisti succedono, e di brutte persone il mondo è pieno, ma sta solo a noi decidere se stare al loro gioco oppure trasformare i loro ricatti in un’occasione per riscattarci.
Se facciamo qualcosa in prima persona, qualcosa in cui crediamo e che ci rappresenta siamo molto più coinvolti. Non è semplicemente un lavoro o un progetto. Ma è il nostro lavoro e il nostro progetto. È il più delle volte si traduce in un successo.
A breve il mercato della musica si potrebbe dividere tra streaming (la musica nella sua forma più tecnologica) e vinili (la musica nella sua forma più analogica). Una polarizzazione che riguarda anche molti altri settori.
Imitare di per sé non è sbagliato. Anzi ci aiuta a crescere. Fin da bambini apprendiamo per imitazione. E così funziona anche nel mondo del lavoro. Ma solo chi smette di imitare e comincia ad innovare ha successo.
Viviamo in un periodo di bulimia musicale. Cambiamo di continuo da una canzone all’altra. Consumiamo canzoni, senza dar loro il tempo di diventare le nostre canzoni.