AI e Adolescenti: bene ma è solo l’inizio

Google ha pubblicato una nuova ricerca sull’uso dell’IA da parte degli adolescenti americani.

Lo studio, realizzato con RXN, ha coinvolto oltre 1.000 ragazzi e ragazze tra i 13 e i 17 anni negli Stati Uniti, più campioni aggiuntivi in sei Stati e alcuni focus group.

Ovviamente, essendo una ricerca commissionata da Google e basata in gran parte su ciò che gli adolescenti dichiarano di fare, va letta con cautela, però ci sono alcuni punti che trovo interessanti.

  • Il 94% ha usato l’IA nell’ultimo anno. Tra questi, il 74% la usa almeno una volta alla settimana come supporto allo studio. Il 61% per fare ricerche sui compiti, il 52% per cercare risposte a domande quotidiane e il 51% per correggere o migliorare ciò che scrive.
  • Il 74% dice che l’IA gli ha fatto scoprire nuovi interessi o nuove competenze. Quindi l’uso non riguarda soltanto la produttività scolastica, ma anche l’esplorazione e la creatività.
  • Molti non prendono per buona la prima risposta. Il 55% verifica ciò che dice l’IA confrontandolo con fonti considerate affidabili, il 54% chiede a un adulto e il 46% controlla la credibilità del sito o dell’autore originale.
  • Il 64% vorrebbe iniziare a studiare alfabetizzazione e responsabilità digitale entro la quinta elementare. Eppure solo il 57% dice che la propria scuola offre oggi corsi di tecnologia o alfabetizzazione digitale.
  • La famiglia rimane il riferimento principale. Il 67% si fida soprattutto dei genitori o di altri adulti della famiglia per imparare abitudini digitali sane. Nessun’altra fonte arriva al 9%. Otto adolescenti su dieci dicono inoltre che si rivolgerebbero a un genitore davanti a problemi seri come truffe, privacy, cyberbullismo o interazioni online spiacevoli.

E questo è, a mio avviso, solo l’inizio. In pochi anni, il tasso di adozione dell’IA da parte degli adolescenti arriverà al 100%. Tutti la useranno.

Il tema vero è come la useranno. Questi dati sono positivi. Il fatto che il 55% verifica ciò che dice l’IA è un inizio. Ma è ancora troppo poco.

Non possiamo permetterci un’adozione di massa senza una formazione di massa. L’IA diventerà una tecnologia di massa e gli adolescenti devono arrivare preparati.

È una responsabilità tanto loro, quanto nostra, sia come docenti sia – soprattutto – come genitori.

Dobbiamo imparare noi per primi a usare al meglio questa tecnologia per mettere i nostri figli e i nostri studenti nella condizione di usarla al meglio. Ovvero con senso critico, consapevolezza e creatività.