
Mi piacerebbe tanto rispondere di sì a questa domanda. Ma purtroppo la risposta è no: la guerra non è anacronistica, al contrario è ancora drammaticamente attuale. Secondo i dati più recenti dell’Uppsala Conflict Data Program, nel 2025 si sono registrati 65 conflitti armati nel mondo, di cui 13 classificati come vere e proprie guerre.
E quindi, più che la guerra a essere anacronistica, forse lo siamo noi esseri umani. Ne L’uomo è antiquato del 1956, il filosofo Günther Anders riflette sulla distanza sempre più grande tra ciò che l’umanità è tecnicamente capace di produrre e ciò di cui riesce a comprendere le conseguenze.
Nell’epoca delle armi nucleari, secondo Anders, la nostra capacità di distruggere ha superato quella di immaginare davvero la distruzione. In quest’ottica, noi esseri umani siamo rimasti moralmente indietro rispetto alle nostre invenzioni.
Siamo capaci di costruire tecnologie sempre più sofisticate, ma continuiamo ad affrontare i conflitti con logiche che appartengono ai secoli passati. Abbiamo inventato armi del futuro senza riuscire ad abbandonare le logiche del passato.