Corrente #43: Democratizzazione.

In un popolare Ted Talk, l’imprenditore e Apple Fellow, Guy Kawasaki condivide dieci consigli per fare innovazione. Al primo posto c’è: “Make Meaning”, ovvero non farsi guidare dalla volontà di fare soldi ma da quella di cambiare il mondo “democratizzandolo”.

Tra le aziende che, secondo Kawasaki, stanno democratizzando il mondo ci sono Apple che vuole democratizzare i computer, ovvero rendere i computer alla portata di tutti. Google che vuole democratizzare l’informazione, ovvero rende l’informazione accessibile a chiunque. eBay (il Talk è del 2014, oggi avrebbe probabilmente scelto Amazon) che vuole democratizzare il commercio in modo che chiunque abbia un sito web possa competere con qualsiasi altro grande rivenditore. E YouTube che vuole democratizzare i video, ovvero dare a chiunque la possibilità di produrre e pubblicare video.

Oggi solo meno della metà dei giovani europei crede che vivere in una democrazia sia fondamentale (nel 1930 era quasi l’80%). E questo è grave. Perché con la stessa velocità con cui si ottiene la democrazia, si rischia anche di perderla.

Il concetto di Democrazia applicato al settore privato non è nuovo. Già nel 2005 Eric von Hippel parlava di “Democratizing Innovation” per indicare il ruolo dei consumatori nell’utilizzo e nella modifica di un determinato prodotto o servizio. Ed effettivamente è un termine che non sorprende. È ormai da un secolo che la Democrazia viene utilizzata come leva valoriale per conquistare territori, consensi o quote di mercato.

Quello che trovo interessante però è il rapporto, inversamente proporzionale, tra la crescita della popolarità della Democrazia nell’ambito privato contrapposta alla sua decrescita nell’ambito pubblico.

Secondo una ricerca condotta da Christopher Claassen della University of Glasgow, dopo che i paesi hanno ottenuto un governo democratico, il sostegno pubblico alla Democrazia diminuisce. La diamo per scontata e, di conseguenza, pensiamo non sia importante. Oggi infatti solo meno della metà dei giovani europei crede che vivere in una democrazia sia fondamentale (nel 1930 era quasi l’80%). E questo è grave. Perché con la stessa velocità con cui si ottiene la democrazia, si rischia anche di perderla.