Dio sa che sei timido

Dio sa che sei timido

Per Simone Weil, la vera preghiera è attenzione silenziosa, uno sguardo puro rivolto verso l’alto. “Dio sa che sei timido” può allora essere interpretata come una benedizione implicita: Dio sa che non parli, ma ascolti. Che non ti esponi, ma osservi. Weil scriveva che la pienezza dell’amore per il prossimo è semplicemente essere capaci di dirgli: ‘Tu non morirai’. La timidezza, da questo punto di vista, è l’opposto dell’indifferenza: è la cura esitante di chi teme di ferire, di disturbare. E in quel tremore, forse, si cela il modo più profondo di amare e di credere.