
Nella cura dei figli, qual è il limite tra prevenzione e standardizzazione?
Settimana scorsa ho letto un’intervista a Bill Gates al NY Times in cui il Tech Billionaire ammette che, se fosse stato valutato oggi, probabilmente gli sarebbe stata diagnosticata una condizione dello spettro autistico.
Un’affermazione che riflette un crescente riconoscimento della neurodivergenza nelle persone di successo, spesso caratterizzate da una forte focalizzazione su interessi specifici, schemi di pensiero logico e difficoltà nelle interazioni sociali.
Mi domando come sarebbe stata la sua vita se da piccolo gli fosse stata diagnosticata questa condizione.
Lo avrebbe aiutato a vivere meglio? Avrebbe comunque fatto quello che ha fatto? Oppure si sarebbe portato addosso quel bollino come un gravoso fardello che non gli avrebbe permesso di realizzarsi? O come una scusa che si sarebbe raccontato ogni volta che era di fronte a una nuova sfida?
Non lo so. Da una parte le attenzioni che negli anni abbiamo sviluppato per alcune lievi forme di autismo o ADHD (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) possono aiutarci a intraprendere per tempo terapie che possano eliminare o alleviare la condizione.
Dall’altra però si rischia di confondere, magari con leggerezza, una patologia con una caratteristica propria di un bambino che non deve sempre e necessariamente essere uguale a qualsiasi altro bambino.
Ogni bambino ha il suo carattere, le sue predisposizioni e i suoi tempi. Il fatto che la scuola sia un sistema standardizzato non vuol dire che anche i bambini debbano essere standard.
Anche perché oggi abbiamo un motivo in più per non essere standard: esiste una tecnologia, l’intelligenza artificiale, che nell’essere standard e nel fare le cose standard è e sarà sempre migliore di noi.
Nel fare domande critiche, nel generare idee originali o nell’andare oltre le risposte e i percorsi statisticamente più probabili invece no. Per ora, questo è ancora un nostro tratto distintivo.
E allora perché non valorizzarlo?
Qui l’intervista (da cui ho preso la fotografia di un giovane Bill Gates via Gates Family): https://www.nytimes.com/2025/01/30/technology/bill-gates-tech-billionaires-memoir.html?unlocked_article_code=1.wU4.oWkc.3B16468eXGAy&smid=url-share