Quando una multa diventa un prezzo.

Nel 1998 gli economisti Uri Gneezy e Aldo Rustichini fecero un esperimento in dieci asili nido privati di Haifa, in Israele.

Il problema era semplice. Alcuni genitori arrivavano in ritardo a prendere i figli, costringendo un insegnante a rimanere oltre l’orario di chiusura.

Per quattro settimane i ricercatori si limitarono a registrare i ritardi. Poi, in sei dei dieci asili, introdussero una multa di 10 shekel per chi arrivava con almeno dieci minuti di ritardo. Gli altri quattro asili rimasero come gruppo di controllo.

La previsione più intuitiva sarebbe che una multa riduca il comportamento che vuole scoraggiare. Ma invece successe il contrario.

Dopo l’introduzione della sanzione, il numero di genitori in ritardo aumentò significativamente. Dopo due o tre settimane si stabilizzò su livelli superiori rispetto al periodo precedente. E quando, alla diciassettesima settimana, la multa venne eliminata, i ritardi non tornarono ai livelli iniziali.

L’esperimento è diventato uno studio classico dell’economia comportamentale, pubblicato nel 2000 con un titolo che riassume bene il problema: A Fine is a Price.

Prima della multa, arrivare tardi era soprattutto una violazione di una norma sociale. Significava lasciare una maestra ad aspettare e poteva generare senso di colpa, imbarazzo o il timore di conseguenze non definite.

Con l’introduzione dei 10 shekel, quella stessa situazione poteva essere reinterpretata come una transazione economica.

Arrivo tardi, pago.

Il prezzo era anche relativamente basso. La retta mensile dell’asilo era di 1.400 shekel e una babysitter guadagnava tra 15 e 20 shekel l’ora. Gli stessi autori precisano che una multa molto più alta avrebbe potuto produrre un risultato diverso.

È un meccanismo interessante soprattutto nei contesti in cui il denaro pesa poco.

Una sanzione troppo bassa rischia di trasformare ciò che vorremmo vietare nel prezzo da pagare per poterlo fare. Parcheggiare dove non si può, inquinare oltre una certa soglia, violare una regola, arrivare in ritardo. A quel punto la domanda può smettere di essere «Posso farlo?» e diventare «Quanto mi costa farlo?».

E se possiamo permettercelo, la multa finisce quasi per assomigliare a un’autorizzazione.