«Il mondo è strano. Fai un biglietto da 250 mila euro per imbarcarti in un moderno sottomarino, scendere negli abissi per vedere il relitto del Titanic ma qualcosa va storto: c’è apprensione mondiale e tutti si precipitano a salvarti. Scappi da una guerra, dalla dittatura o dalla carestia, paghi tutto ciò che hai per salire su una barca malandata, attraversare i mari in tempesta e qualcosa va storto: naufraghi nel silenzio generale e qualcuno dice pure che te la sei cercata».
Il mondo non è strano. Il mondo è mediatico. Non conta quello che accade, ma conta la sua mediaticità. Conta quante persone parlano di quello che accade.