Abbondanza non utilizzata.

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Molta dell’abbondanza di cui godiamo oggi rimane spesso non utilizzata o sotto-utilizzata. Case che non vengono abitate, server che rimangono in stand-by per la maggior parte del tempo, cibo che non viene consumato, camion che viaggiano senza carico o con i vani di carico semivuoti, frutta che non viene raccolta, energia che viene sprecata, camere d’albergo che non vengono affittate, posti al cinema che rimangono vuoti, scrivanie e spazi di lavoro inutilizzati, negozi chiusi durante determinati orari, immobili temporaneamente sfitti, brevetti che non vengono sviluppati, libri che finiscono al macero e così via. Per non parlare dell’infobesity, l’eccessiva abbondanza d’informazioni che ogni giorno generiamo e consumiamo. Già diversi anni fa, Eric Schmidt, presidente di Google, fece notare come oggi in solo due giorni si crea la stessa quantità di dati che l’uomo ha creato dall’alba dei tempi al 2003. Un’abbondanza informativa fatta di centinaia di miliardi di mail inviate quotidianamente, decine di migliaia di video aggiunti ogni giorno su Youtube e centinaia di milioni di tweet su Twitter e posts su Facebook.

All’interno di un contesto dove i maggiori player hanno a disposizione una liquidità così alta da accedere a qualsiasi risorsa acquistabile in poco tempo, diventa strategico investire in risorse e attività distintive che siano più difficili da imitare piuttosto che da acquistare.

Per scendere più nello specifico, pensiamo all’abbondanza legata al mondo delle automobili. Secondo diverse ricerche, le automobili che possediamo rimangono inoperose per il 90% del tempo e vengono quindi usate solo per il 10% del loro potenziale, a fronte di un costo che sosteniamo al 100%. Se poi pensiamo che molte auto sono utilizzate da una o massimo due persone quando la loro capienza è, in media, di cinque persone, il bene non valorizzato quadruplica. Il che spiega il successo di aziende come Blablacar, piattaforma di ride sharing dove si possono condividere, o meglio affittare, posti auto. Da un punto di vista strategico questa abbondanza non utilizzata mette in luce come oggi il tema non sia tanto creare (make) o comprare (buy) le risorse di cui necessitiamo, bensì connetterle (connect) attraverso la creazione di attività innovative che mettano a profitto risorse che già esistono riducendo la idle capacity, ovvero gli asset inutilizzati o sotto-utilizzati.