Secondo una ricerca del Pew Research Center, più della metà degli adolescenti americani tra 13 e 17 anni ha già usato un chatbot per farsi aiutare con i compiti. Circa tre su dieci usano chatbot ogni giorno e uno su dieci dichiara di svolgere “tutti o la maggior parte” dei compiti scolastici con il loro aiuto.
Con un’età di ingresso che si abbassa sempre di più. Una ricerca RAND infatti mostra che a dicembre 2025 quasi la metà degli studenti delle medie intervistati utilizzava l’IA per i compiti in almeno una materia. Considerando studenti dalle medie all’università, la percentuale di chi usava l’IA per i compiti è passata dal 48% di maggio al 62% di dicembre 2025.
Perfettamente in linea con questi dati, il 18 agosto OpenAI ha iniziato il rollout globale di ChatGPT for Teens, pensato per gli utenti tra 13 e 17 anni. Quando le informazioni sull’età, una verifica o il sistema di age prediction indicano che l’account appartiene a un minorenne, ChatGPT attiva automaticamente l’esperienza dedicata agli adolescenti.
Nei fatti è lo stesso ChatGPT, ma con una serie di protezioni e funzioni pensate specificamente per questa fascia d’età.
- La Modalità Studio cerca di accompagnare il ragionamento attraverso domande, suggerimenti, spiegazioni passo passo e verifiche della comprensione, invece di limitarsi a produrre una risposta finale.
- I promemoria sui compiti possono suggerire di passare alla Modalità Studio e sono disponibili quiz e strumenti per esercitarsi. Le esperienze interattive di matematica e scienze di ChatGPT coprono ormai più di 300 argomenti.
- Con le Study Hours, ragazzi e genitori possono scegliere fasce orarie nelle quali le nuove conversazioni partono direttamente in Modalità Studio. Le Quiet Hours possono invece limitare l’accesso a ChatGPT in determinati momenti.
- Ci sono promemoria per fare pause, avvisi prima di alcuni upload di immagini sensibili e protezioni aggiuntive su contenuti come autolesionismo, disturbi alimentari, violenza e materiale sessualmente esplicito.
- I genitori possono collegare il proprio account e gestire alcune impostazioni, senza poter leggere o monitorare le conversazioni dei figli.
ChatGPT continua a non essere destinato ai minori di 13 anni e OpenAI richiede il consenso dei genitori per gli utenti tra 13 e 18 anni.
A parte le singole funzioni, la cosa che trovo più interessante è soprattutto il cambio di prospettiva.
Per anni abbiamo discusso se studenti e adolescenti dovessero usare l’IA. Ma dal momento che molti la stanno già usando, anche alle medie, la vera domanda è come usarla.
Per scuola e famiglie il problema diventa quindi capire quale uso dell’IA aiuti davvero a imparare e quale invece sostituisca proprio quella fatica cognitiva che dovrebbe produrre apprendimento.
Un tutor disponibile 24 ore su 24 può essere una risorsa enorme a tredici anni. Ma può anche diventare una scorciatoia disponibile 24 ore su 24.
A quell’età quindi è tanto importante imparare a usare bene l’Intelligenza Artificiale quanto imparare quando non usarla.