Dal missile in Yemen allo spionaggio di massa con l’IA

Negli ultimi otto mesi Anthropic ha individuato e bloccato una serie di utilizzi di Claude legati a cyberattacchi, sorveglianza, armi, possibili applicazioni biologiche, frodi e persino all’addestramento clandestino di altri modelli.

I casi sono raccolti nel nuovo Threat Intelligence Report di Anthropic. L’azienda precisa che si tratta degli episodi più rilevanti intercettati tra dicembre 2025 e agosto 2026, quindi non di un campione rappresentativo dell’uso quotidiano di Claude.

Tra i casi ci sono:

Sette aziende cinesi avrebbero usato Claude per addestrare i propri modelli.

Anthropic attribuisce campagne di distillation non autorizzata ad Alibaba, DeepSeek, Moonshot, Xiaomi, Zhipu, SenseTime e MiniMax. Alibaba da sola avrebbe generato oltre 151 milioni di scambi con Claude in pochi mesi attraverso migliaia di account fraudolenti.

DeepSeek e Moonshot avrebbero persino mostrato ai propri utenti risposte generate da Claude facendole apparire come risposte dei loro modelli.

Le conversazioni sarebbero poi state conservate e utilizzate per estrarre capacità di ragionamento e produrre nuovi dati di addestramento. In alcuni casi le richieste contenevano anche informazioni aziendali, credenziali e altri dati sensibili.

In Yemen Claude Code è stato utilizzato per sviluppare software destinato a sistemi bellici.

Secondo Anthropic, un gruppo ha impiegato più istanze di Claude come una piccola squadra di ingegneri per lavorare sul software di guida di un razzo. Dopo un test sul campo fallito, gli operatori sono tornati da Claude poche ore dopo per cercare di capire cosa fosse andato storto.

In Mali un singolo consulente avrebbe usato Claude come principale forza lavoro tecnica per costruire una piattaforma di sorveglianza nazionale.

Il sistema era progettato per lavorare sui dati di circa 25 milioni di SIM, raccogliendo chiamate, messaggi e altre informazioni e producendo dossier su numeri telefonici.

Anthropic racconta anche cinque casi legati alla ricerca biologica.

Alcuni riguardavano studi su virus, tossine e altre attività dual use potenzialmente applicabili anche allo sviluppo di armi biologiche. Anthropic specifica però di non sostenere che gli scienziati coinvolti avessero intenzioni criminali. Ed è proprio questa ambiguità a rendere il controllo particolarmente difficile.

Sul fronte cyber, l’IA sta passando dall’assistenza all’orchestrazione.

In una campagna attribuita a un attore collegato allo spionaggio russo, agenti IA automatizzavano parti della ricognizione, del phishing, dell’esfiltrazione dei dati e persino la modifica del malware quando veniva rilevato dai sistemi di sicurezza.

Questi casi mettono in luce come fino a poco tempo fa pensassimo soprattutto all’IA come a uno strumento che rendeva un attaccante più veloce, o più pericoloso.

Oggi cominciamo a vedere sistemi capaci di svolgere pezzi interi di un’operazione, coordinare altri strumenti, produrre codice, analizzare dati e correggersi quando qualcosa non funziona.

La stessa capacità che rende un agente utile a un’azienda può renderlo utile anche a chi vuole costruire un missile, sorvegliare milioni di persone o rubare informazioni.

Più l’IA diventa capace, più la domanda sulla sicurezza si sposta dalla qualità delle sue risposte alla qualità degli obiettivi che le affidiamo.