
“Siamo spiacenti di comunicarti che sul tuo volo non potremo offrire panini. Disponiamo, comunque, di una selezione di snack, bevande calde e fredde a bordo. Ci scusiamo per l’inconveniente. Servizio clienti.”
Questo è l’unico messaggio che ho ricevuto quest’estate da una compagnia aerea mentre ero in attesa da ore di sapere quando il volo che avrebbe dovuto riportare a casa me e la mia famiglia sarebbe partito.
L’unica cosa che hanno saputo dirmi per certo è che se mai il volo fosse partito, su quel volo non ci sarebbero stati panini. Il resto era un mistero: il volo era confermato? Dove potevamo attendere nel frattempo? A che ora sarebbe arrivato?
Alla fine il volo è partito e alle tre e trenta del mattino siamo atterrati a Malpensa. Una situazione simile però mi è accaduta di nuovo, sempre con la stessa compagnia aerea, un mese dopo e, a quanto ho potuto leggere è ormai una prassi piuttosto diffusa, non solo con i voli ma anche con molti altri prodotti o servizi.
Tanto che oggi si parla di Skimpflation un termine, vicino a concetti come inflazione o stagflazione, utilizzato per indicare la tendenza a far pagare lo stesso prezzo per prodotti o servizi di minore qualità.
In pratica, un artificio economico per cercare di contrastare l’inflazione, la crisi finanziaria e l’aumento dei costi per l’approvvigionamento delle materie prime dando l’illusione al consumatore che nulla sia cambiato. Si tagliano i costi all’osso così da offrire lo stesso prodotto allo stesso prezzo, ma a una qualità inferiore.
Del resto però questa non è una novità, sono decenni che ormai il mercato privilegia la quantità rispetto alla qualità. Siamo stati abituati ad avere la maggior quantità di prodotto possibile al minor prezzo possibile. Su questo si basano molti dei modelli economici più recenti. Dal Fast Fashion di marchi come Zara o HM, al famigerato format della ristorazione “All You Can Eat”.
Sebbene questo modello basato sulla quantità possa forse portare dei benefici nel brevissimo periodo, nel lungo può essere controproducente. Senza qualità infatti è impossibile fidelizzare un cliente. Magari compra il nostro prodotto o servizio una volta ma se non si trova bene è difficile che torni da noi.
Se all’inflazione si unisce la stagflazione allora dovremo inventarci qualcosa di più concreto andando a ripensare alle radici il nostro attuale sistema economico in una direzione che privilegi la qualità alla quantità.
Un’alternativa alla Skimpflation può essere quindi la Shrinkflation ovvero far pagare lo stesso prezzo per una quantità minore (magari mantenendo la dimensione del packaging uguale e riducendo la dimensione del carattere con cui indichiamo la quantità).
Sono espedienti che possono funzionare per un po’, ma se all’inflazione si unisce la stagflazione (all’aumento dei prezzi si aggiunge una mancata crescita dell’economia in termini reali), allora dovremo inventarci qualcosa di più concreto andando a ripensare alle radici il nostro attuale sistema economico in una direzione che privilegi la qualità alla quantità.