
La prima volta che ho sentito parlare di “Glamping” è andata più o meno così, un mio amico di ritorno da un lungo week end in Toscana mi dice: «Jacopo, ho provato il Glamping… che fregatura! Mi son fatto rifilare un campeggio al costo di un hotel cinque stelle!»
Confesso di non aver mai provato il Glamping quindi non parlo per esperienza diretta ma il feedback del mio amico non mi ha sorpreso poi così tanto. Comparsa per la prima volta nel Regno Unito nel 2005 e nata dall’unione delle parole “Glamour” e “Camping”, la parola “Glamping” indica un’esperienza di alloggio dove le tradizionali attività di campeggio sono arricchite da servizi o accessori esclusivi in stile resort.
Una soluzione che punta più al come o al cosa facciamo rispetto al dove lo facciamo e che a quanto pare sembra essere sempre più richiesta. Non a caso già diversi anni fa, AirBnb ha arricchito alla sua originale offerta con “AirBnb Experiences”, una piattaforma dove trovare esperienze uniche da vivere più per avere una storia da raccontare agli amici o condividere sui social, piuttosto che per fare un viaggio.
Viviamo in una sorta di “sindrome da menù turistico” in cui messi di fronte alle tante possibilità che abbiamo oggi non riusciamo ad orientarci e così scegliamo senza di fatto fare una scelta precisa. Proviamo un po’ tutto ma non godiamo veramente di nulla.
Indipendentemente dalla sua reale validità, il Glamping intercetta dunque diversi trend tipici della nostra epoca, primo fra tutti l’illusione di poter aver tutto senza compromessi. Un po’ come la Coca Zero, il caffè decaffeinato, la birra analcolica, le sigarette elettroniche, la carne sintetica o i dolci senza zuccheri. Tutti prodotti pensati per farci avere tutto quello che vogliamo, senza il peso delle loro conseguenze.
Viviamo così in una sorta di “sindrome da menù turistico” in cui messi di fronte alle tante possibilità che abbiamo oggi non riusciamo ad orientarci e così scegliamo senza di fatto fare una scelta precisa. Proviamo un po’ tutto ma non godiamo veramente di nulla. Come con il Glamping, vogliamo la natura selvaggia, ma non siamo disposti a rinunciare al confort dell’hotel. Dimenticandoci però che la bellezza della natura selvaggia passa inevitabilmente anche per la fatica di vivere in mezzo alla natura selvaggia.