Dal locus of control al locus of AI

Negli anni Cinquanta lo psicologo Julian Rotter introdusse il concetto di locus of control, il modo in cui attribuiamo la causa di ciò che ci accade.

  • Chi ha un locus of control interno tende a pensare che risultati e fallimenti dipendano soprattutto dalle proprie azioni, capacità e decisioni.
  • Chi ha un locus of control esterno tende invece ad attribuirli maggiormente a fattori fuori dal proprio controllo, come fortuna, destino o circostanze.

L’Intelligenza Artificiale introduce una nuova possibilità.

Il locus of AI.

Pensiamo a quante volte iniziamo già a dire «me l’ha consigliato ChatGPT», «l’ha scritto l’IA», «l’algoritmo ha deciso», «era quello che suggeriva il modello».

Finché chiediamo all’IA informazioni, alternative o analisi, possiamo persino aumentare la nostra capacità di controllo. Abbiamo più strumenti per capire una situazione e prendere una decisione.

Qualcosa cambia quando iniziamo a delegare anche la decisione.

  • Quale candidato assumere.
  • Come investire.
  • Cosa studiare.
  • Come rispondere a una persona.
  • Quale diagnosi considerare.
  • Quale strategia scegliere.

Più l’IA diventa brava, più diventa facile confondere l’aiuto con la delega della responsabilità.

Ed è una tentazione comprensibile. Decidere costa fatica. Espone all’errore. Ci obbliga ad assumerci le conseguenze.

Se invece «l’ha detto l’IA», una parte di quel peso sembra spostarsi altrove.

Possiamo quindi usare l’IA per aumentare la nostra agency oppure trasformarla progressivamente in un nuovo locus esterno, molto più convincente del caso o della fortuna perché sa argomentare perfettamente ogni sua scelta.