Forse è arrivato il momento di andare oltre il QI

Grafico dei punteggi QI dei modelli di IA al test Mensa Norway e mappa del QI medio per Paese

Forse è arrivato il momento di andare oltre il QI…

L’ultima versione di Gemini (2.5 PRO) ha un QI paragonabile a 130 secondo gli standard del Test Mensa Norway, ovvero 30 punti in più rispetto alla media umana che generalmente si attesta intorno ai 100.

Posto che penso sia sbagliato fare questo tipo di paragoni, dal momento che Intelligenza Umana e Intelligenza Artificiale sono due concetti molto differenti, tuttavia sono altrettanto convinto che sia importante oggi domandarsi su quali dei tanti aspetti che ci rendono umani puntare.

L’Intelligenza Artificiale Generativa è una tecnologia che, in pochi anni, ha raggiunto livelli impressionanti in moltissime aree un tempo di competenza umana (sviluppo di codice, generazione di immagini e video, elaborazione di testi, ricerche, sviluppo di idee…).

E questo è solo l’inizio.

In una recente intervista al “The Tonight Show”, Bill Gates ha detto che nella prossima decade l’Intelligenza Artificiale renderà superfluo l’intervento umano per la maggior parte delle attività.

Oggi la competenza è ancora “rara”, ha spiegato, ma presto sarà accessibile ovunque: consigli medici, tutoraggio scolastico, assistenza professionale — tutto questo diventerà gratuito e toccherà quasi ogni aspetto della nostra vita: diagnosi mediche, apprendimento personalizzato, assistenti virtuali sempre più efficaci.

“È qualcosa di molto profondo, e anche un po’ spaventoso — perché sta succedendo molto velocemente, e non c’è un vero limite superiore”, ha detto Gates.

In un mondo dove le capacità cognitive saranno sempre più “esternalizzabili”, cosa resterà davvero umano?

Forse è proprio questo il momento di ripensare come misuriamo l’intelligenza e il valore umano.

Il QI è solo una delle tante dimensioni, e probabilmente non la più importante nell’era dell’IA.

La vera domanda non è se l’IA supererà l’intelligenza umana, ma come noi umani sceglieremo di evolvere insieme ad essa, valorizzando quelle qualità uniche che ci definiscono come specie e che vanno ben oltre un semplice punteggio numerico.