Uno dei consigli più intelligenti che ho sentito nell’ultimo anno sull’Intelligenza Artificiale l’ha detto un uomo di quasi 90 anni: Papa Francesco.
Nell’ultima settimana Amazon ha lanciato anche in Italia “Rufus”, un assistente che ci aiuta a scegliere il prodotto giusto da comprare, e LinkedIn ha lanciato “Hiring Assistant” un assistente che ci aiuta a scegliere il lavoro o la persona da assumere.
Sono solo sue esempi di un trend che non potrà che crescere, quello degli assistenti. Ovvero Intelligenze Artificiali pensate per semplificare il processo di scelta.
Sono strumenti utili ma da usare con cautela. Perché le decisioni che prendiamo ogni giorno (da cosa comprare su Amazon a cosa leggere o guardare sui Social Media) plasmano la nostra visione del mondo, le nostre idee e quello che siamo.
Di conseguenza delegare a una macchina la scelta vuol dire delegare una parte significativa della nostra vita.
Da cui l’importanza del monito che Papa Francesco ha condiviso nel suo intervento al G7 di Borgo Egnazia:
«Ciò che la macchina fa è una scelta tecnica tra più possibilità e si basa o su criteri ben definiti o su inferenze statistiche. L’essere umano, invece, non solo sceglie, ma in cuor suo è capace di decidere. Per questa ragione, di fronte ai prodigi delle macchine, che sembrano saper scegliere in maniera indipendente, dobbiamo aver ben chiaro che all’essere umano deve sempre rimanere la decisione, anche con i toni drammatici e urgenti con cui a volte questa si presenta nella nostra vita. Condanneremmo l’umanità a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacità di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine.»
Lo condivido: Una macchina può aiutarci a scegliere ma la decisione deve rimanere in capo a noi.