Da SEO ad AEO: per chi produciamo i contenuti?

Cambia l’acronimo. Cambia il target. Cambia il canale.

Ma alla fine, la domanda resta la stessa: per chi stiamo scrivendo?

Oggi si parla sempre più di AEO – Answer Engine Optimization.

Ovvero ottimizzare i contenuti non più per i motori di ricerca (Google), ma per i LLM (ChatGPT, Claude, Gemini…).

  • Dove prima si scrivevano testi pensando alle parole chiave, oggi si scrivono testi pensando alle prompt cluster.
  • Dove prima si cercava di scalare la SERP, oggi si cerca di finire nella risposta in evidenza del chatbot.
  • Dove prima l’obiettivo era avere più clic, oggi è influenzare l’output dell’LLM.

Ma la vera domanda è: abbiamo davvero cambiato qualcosa?

Forse no.

Forse stiamo semplicemente aggiornando l’algoritmo di riferimento.

Prima scrivevamo per l’algoritmo di Google.

Ora scriviamo per l’algoritmo di OpenAI.

Ma sono decenni che non scriviamo più per gli esseri umani.

  • Non scriviamo per emozionare, ma per posizionarci.
  • Non scriviamo per raccontare, ma per intercettare.
  • Non scriviamo per spiegare, ma per farci leggere dalla macchina giusta nel momento giusto.

E quindi stiamo mettendo il nostro talento, il nostro tempo e i nostri contenuti al servizio della tecnologia.

Quando invece dovrebbe essere il contrario.

Quando è stata l’ultima volta che hai creato contenuti pensando esclusivamente a chi li avrebbe letti, senza preoccuparti di “piacere” a una macchina?