L’IA parla come noi o noi parliamo come l’IA?
Il prompt speak descrive una nuova tendenza: chi usa spesso i chatbot può iniziare a riprodurne strutture, tono e formule anche nelle conversazioni umane.
All’interno di questo blog ci sono migliaia di appunti che ho preso negli ultimi anni. Alcuni di questi sono diventati libri, altri articoli e altri sono rimasti solo appunti fugaci. Qui trovi una selezione. Buona lettura.
669 appunti
Il prompt speak descrive una nuova tendenza: chi usa spesso i chatbot può iniziare a riprodurne strutture, tono e formule anche nelle conversazioni umane.
La scuola sembra sempre più distante dalla realtà contemporanea, tra programmi tradizionali e competenze richieste da tecnologia e società.
Se l’IA renderà meno stabili molte professioni, passioni e interessi potrebbero diventare una base più utile per continuare a imparare e inventare nuovi lavori.
Quattro rinunce che l’IA ci chiederà sempre più spesso: un po’ di privacy, un po’ di lentezza, l’ossessione per la perfezione e l’idea di una carriera stabile per tutta la vita. In cambio, però, potremmo imparare a lavorare, sperimentare e reinventarci molto più velocemente.
Un domani ci saranno persone in grado di comprendere testi articolati e, grazie all'IA, potranno farlo in qualsiasi lingua, e persone che non avranno questa capacità e quindi leggeranno solo testi semplificati per loro dall'IA.
Dal cognitive offloading al cognitive surrender, il rischio è delegare all’IA anche lo sforzo che serve per imparare, ricordare e ragionare in autonomia.
Fermiamo l’IA, anzi no, rallentiamola, anzi no, acceleriamo. Tanto poi c’è Donald Trump.
Se usiamo prima la nostra intelligenza e poi quella artificiale, questa tecnologia diventa un detonatore della nostra creatività. La amplifica e la valorizza. Se invece chiediamo alla macchina di porsi le domande al posto nostro, se le deleghiamo ogni processo cognitivo, la stessa tecnologia diventa un anestetico del nostro pensiero. Lo spegne e lo impoverisce.
Con l’IA possiamo aumentare la nostra capacità di decidere oppure spostare sulla macchina parte della responsabilità delle nostre scelte.
PISA 2025 e INVALSI 2026 mostrano un calo nelle competenze, soprattutto nei compiti che richiedono attenzione, lettura lunga e pensiero critico.
La scuola continua ad allenare memoria e ripetizione mentre l’IA rende urgente spostare l’apprendimento verso analisi, giudizio e creatività.
I dati di Stanford mostrano che l’IA colpisce soprattutto l’ingresso dei giovani nel lavoro, riducendo le assunzioni nelle professioni più esposte.
Micro1 permette di trasformare anni di esperienza professionale in dati, valutazioni e feedback utilizzabili dalle IA - e vendibili alle IA.
Se un’IA simula perfettamente coscienza, emozioni e intenzioni, quando continueremo a trattarla come una semplice simulazione?
Un tempo leggevamo contenuti scritti da un umano e selezionati da noi. Poi abbiamo iniziato a leggere contenuti umani selezionati da algoritmi. Ora leggiamo contenuti scritti e selezionati da algoritmi.
Quando i rischi dell’IA vengono raccontati come possibili scenari di estinzione, la paura può diventare paralizzante e oscurare i problemi già presenti.
Come usare ChatGPT, Claude e i Projects in modo agentico, costruendo Light Agent no-code che automatizzano processi senza rinunciare al controllo.
Lavoratori indiani registrano attività manuali per addestrare robot, quanto lavoro umano alimenta l’IA che automatizza il lavoro?
Il contenuto che vediamo ogni giorno sui social influenza le nostre idee, i nostri pensieri e la nostra visione del mondo. Cosa succede quando un solo politico può decidere cosa la tecnologia ci deve mostrare?
Bill Gates propone aree Human Reserved e una Token Tax per governare l’impatto dell’IA su lavoro, disuguaglianza e attività che vogliamo restino umane.
La memoria dei chatbot può dedurre molto più di quanto diciamo esplicitamente. Quattro prompt per controllare ciò che l’IA ha memorizzato o inferito.
Con l’IA possiamo produrre molto più di quanto sappiamo valutare. Il vero rischio nasce quando la capacità di fare supera quella di giudicare.
Terence Tao descrive un futuro in cui l’IA può generare prove matematiche corrette e verificabili che nessun essere umano riesce davvero a comprendere.
Delegare orientamento, memoria e altre capacità alle macchine ci fa risparmiare fatica, ma potrebbe ridurre anche occasioni quotidiane di allenamento cognitivo.
Con strumenti come Claude, i lavoratori possono insegnare task alle macchine. Nascono nuove domande su competenze, proprietà e conoscenza aziendale.
Cinque principi di GEO per rendere contenuti e siti più leggibili dalle IA: densità fattuale, dati strutturati, FAQ, autorevolezza e citabilità.
Come funziona il Gauntlet Loop, quando conviene usarlo e perché i processi agentici troppo complessi possono trasformarsi in over-prompting.
Dal 2014 al 2026 continua la narrazione apocalittica su tecnologia e lavoro. Il modo in cui raccontiamo l’IA influenza come affrontiamo il cambiamento.
Barthes, Foucault e l’IA riaprono la domanda sull’autore: quando la macchina scrive, l’autorialità può spostarsi verso scelte, curatela e responsabilità.