
Come genitori, possiamo smettere di usare la tecnologia per togliere ai nostri figli il diritto di essere bambini?
I bambini hanno il diritto di vivere, sbagliare ed essere se stessi senza che la propria vita privata divenga di dominio pubblico.
Tuttavia, ogni volta che pubblichiamo fotografie e video dei nostri figli sui Social Media o su WhatsApp, stiamo togliendo loro questo diritto.
Stiamo mettendo la loro vita privata e la loro immagine al servizio di algoritmi e persone che possono vederle, condividerle, scaricarle e usarle anche senza il permesso dei nostri figli che magari un domani, giustamente, non vorranno che su Internet ci siano loro foto o video di quando erano piccoli.
Come genitori dovremmo invece proteggerli dai Social Media e difendere il loro diritto di vivere la propria vita senza che questa sia pubblica.
I bambini hanno il diritto di giocare tra loro e costruire con mattoncini reali mondi immaginari. E non il contrario.
Tuttavia, quando fin dalla prima elementare diamo accesso ai nostri figli a videogame come Fortnite, o a piattaforme come Roblox (dove la metà degli utenti ha meno di 16 anni), stiamo togliendo loro questo diritto.
Ho sentito genitori vantarsi di avere figli che hanno “amici” conosciuti su Minecraft, che non hanno mai incontrato dal vivo ma con cui passano ore a chattare in inglese. Questo è gravissimo. Perché se i bambini si disabituano ad avere a che fare con il mondo reale e a confrontarsi attraverso interazioni fisiche il loro prossimo “migliore amico” potrebbe essere un chatbot.
Come genitori invece dovremmo fare di tutto per dare ai nostri bambini la possibilità di giocare e confrontarsi insieme.
I bambini hanno il diritto di immaginare, distrarsi, fare i capricci e annoiarsi.
Tuttavia, ogni volta che li mettiamo davanti a uno smartphone per evitare che piangano o che si lamentino, stiamo togliendo loro questo diritto.
Stiamo privando i nostri figli della possibilità di immaginare perché c’è una tecnologia che immagina per loro. Li stiamo privando della possibilità di fare i capricci perché il loro cervello si spegne di fronte a video YouTube o giochini pensati apposta per questo. Esporre fin dai primi mesi di vita i bambini agli effetti degli smartphone è molto rischioso perché questa abitudine potrebbe diminuire il senso critico dei bambini.
Come genitori invece dovremmo imparare a gestire il conflitto, non fare di tutto per evitarlo. Dovremmo insegnare ai nostri figli a conoscere le proprie emozioni, ad annoiarsi, e a trovare modi creativi per superare la noia.
I nostri figli, se vorranno, avranno tutta la vita per giocare a videogiochi da adulti, condividere le proprie vite sui Social, stare seduti davanti a uno schermo e avere relazioni mediate da videocamere e chat.
Questa vita a distanza, mediata costantemente da un dispositivo tecnologico, è una vita che noi adulti abbiamo costruito per noi. Ma non è detto che sia la miglior vita che possiamo offrire ai nostri figli.
I bambini hanno il diritto di vedere film e cartoni animati “da piccoli”.
Tuttavia, ogni volta che facciamo vedere ai nostri figli film o serie da grandi stiamo togliendo loro questo diritto.
Persino alle elementari mi è capitato di conoscere bambini che avevano visto film dell’orrore come “IT” o serie come “Squid Game”. Una volta esposti a questo tipo di intrattenimento, i bambini non sono più in grado di godere della bellezza di film pensati per loro perché finiscono inevitabilmente per considerarli troppo da piccoli.
Come genitori invece dovremmo dare ai nostri figli la possibilità di guardare film pensati per loro, e non per noi adulti.