Dall’Essere all’Avere all’Apparire al Generare

Negli anni Sessanta, Guy Debord all’interno del suo celebre saggio “La Società dello Spettacolo”, sosteneva che il primo capitalismo industriale aveva spostato il centro dell’esistenza dall’Essere all’Avere. Non contava più chi eri, ma cosa possedevi. Poi la società post-industriale aveva compiuto un secondo passaggio: dall’Avere all’Apparire. Non contava più cosa possedevi, ma cosa mostravi di possedere.

Lo “spettacolo”, per Debord, è il momento in cui la merce occupa completamente la vita sociale. Non compriamo più oggetti per usarli. Li compriamo per mostrarli. Non viviamo esperienze per viverle. Le viviamo per rappresentarle.

In pratica, Debord aveva descritto Instagram cinquant’anni prima che esistesse.

L’Apparire ha dominato la fine del Novecento e l’inizio del Ventunesimo secolo. L’era dei mass media, dei reality show, dei social network. Curare un’immagine ha sostituito il vivere una vita. La rappresentazione è diventata più importante della realtà rappresentata.

Oggi però, nell’era dell’IA, stiamo entrando in una quarta fase: quella del Generare.

La tecnologia non si limita più ad aiutarci ad apparire. Inizia ad agire al posto nostro. Gli algoritmi curano i nostri feed. L’IA risponde alle nostre email. I modelli predittivi ci dicono cosa vogliamo comprare, guardare o chi dovremmo frequentare prima ancora che lo sappiamo noi.

Tagliando un po’ con l’accetta gli ultimi sessant’anni di storia, potremmo dire che:

  • L’industrialismo ha mercificato i beni. Essere → Avere.
  • Il post-industrialismo ha mercificato l’attenzione. Avere → Apparire.
  • L’era dell’IA sta mercificando la realtà stessa. Apparire → Generare.

Stiamo entrando in una cultura in cui produrre un flusso continuo e sintetico di contenuti, dati e realtà alternative è il modo principale di esistere. Non ci limitiamo a rappresentare la nostra vita. La generiamo. O meglio: lasciamo che venga generata per noi.

Se però non siamo più quelli che vivono (Essere), né quelli che possiedono (Avere), né quelli che mostrano (Apparire), ma quelli per cui tutto viene generato (Generare), allora chi siamo?

E soprattutto: chi decide cosa viene generato per noi?