In un futuro molto vicino dovremo scegliere se vogliamo essere intelligenti, oppure se delegare la nostra intelligenza a una macchina.
Così come dovremo scegliere se vogliamo ancora saper scrivere, o anche solo compiere una scelta. Non sarà obbligatorio saperlo fare. Ci sarà una macchina che può farlo per noi. Se continueremo a farlo è solo perché sceglieremo di volerlo fare.
Sceglieremo di non delegare queste competenze a un’Intelligenza Artificiale.
In un post di qualche mese fa, Paul Graham si spinge a prevedere un futuro dove ci saranno persone ancora in grado di scrivere e pensare e persone che non lo saranno più.
Tra “writes” e “write-nots”, come li definisce Graham. Che poi vuol dire un mondo diviso tra chi è in grado di pensare e chi non sarà più in grado di farlo perché ogni volta che era sul punto di fare la fatica di pensare o di scrivere si è rivolto a una macchina che lo ha fatto per lui.
Sebbene questa possa sembrare un’iperbole distopica, in realtà sta già accadendo.
Dobbiamo fare un’operazione, usiamo la calcolatrice.
Dobbiamo andare da un punto A a un punto B, usiamo Google Maps.
Dobbiamo trovare errori in un testo, usiamo Word.
Dobbiamo scrivere un testo, usiamo ChatGPT.
Per riprendere le parole di Graham «questa situazione non è nuova. In epoca preindustriale il lavoro della maggior parte delle persone le rendeva forti. Ora, se si vuole essere forti, si fa ginnastica. Ci sono ancora persone forti, ma solo tra coloro che scelgono di esserlo. Lo stesso accadrà con la scrittura [o con il pensiero]. Ci saranno ancora persone intelligenti, ma solo quelle che sceglieranno di esserlo.»
Qui il post completo di Graham che ho scoperto grazie alla newsletter di Antonio Bellu: https://paulgraham.com/writes.html