Via Negativa.
La statua preesiste nel blocco di marmo, dobbiamo toglierle ciò che non è essa stessa, per farla apparire nella sua propria bellezza seguendo così uno dei principi matematici alla base dell’algebra per cui meno per meno uguale più.
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La statua preesiste nel blocco di marmo, dobbiamo toglierle ciò che non è essa stessa, per farla apparire nella sua propria bellezza seguendo così uno dei principi matematici alla base dell’algebra per cui meno per meno uguale più.
“Exportante”: portare fuori, definire tutto quello che non solo non è importante ma è anche gravoso, qualcosa di cui dovremmo liberarci per capire cosa sia veramente di valore, e quindi importante.
Muro filosofico #20: “Vabbhe facciamoci uno spritz” una frase che ho trovato nelle vicinanze di un bar a Milano.
Sapere cosa si vuole, sapere cosa è per noi importante e cosa non lo è, è il primo passo per dare un senso alla nostra vita.
Oggi sempre più persone prendono sempre più decisioni senza poi viverne le conseguenze.
Scelta e incertezza sono due variabili altamente correlate: più scelta abbiamo più incertezza avremmo.
Di base si tende a prendere rischi che sottovalutiamo e ad avere paura di incertezze che non possiamo prevedere. Tuttavia è nell’incertezza che risiede uno dei nostri vantaggi sulle macchine.
Leggendo “Il codice della creatività” di Marcus Du Sautoy ho trovato questo interessante esperimento.
Nel XXI secolo la rivoluzione tecnologica potrebbe togliere alla persone la necessità, e quindi la capacità, di pensare. Quando c’è una macchina che può scegliere e pensare per noi, non serve più saperlo fare.
In termini di precisione, i consulenti esperti ottengono risultati solo marginalmente migliori di un generatore di previsioni casuali.
Spesso è più importante sapersi adattare e saper cambiare la propria idea, piuttosto che avere la ferma convinzione di saper prevedere il futuro.
La paura di perdere qualcosa motiva le persone più della prospettiva di guadagnare qualcosa di uguale valore.
Oggi avere troppe scelte non è necessariamente una libertà, qualcosa di positivo, ma potrebbe rivelarsi una condanna, qualcosa di negativo.
Forse l’unica vera lista che dovremmo fare è quella delle cose da NON fare. L’unica vera soluzione per aumentare la nostra produttività non è fare di più ma fare di meno.
Questo grafico rappresenta bene uno dei tanti fenomeni della nostra epoca: abbiamo così tante opzioni tra cui scegliere che alla fine decidiamo di non scegliere.
L’ottimismo è la convinzione che le cose andranno bene, anche perché noi le faremo andare bene. La speranza è la convinzione che le cose andranno di per sé bene.
Se non sai cosa vuoi, finirai per avere grandi quantità di ciò che non vuoi. - Chuck Palahniuk
Scrivere un romanzo, così come lanciare un progetto, è come scolpire una scultura. La parte difficile è scegliere cosa togliere, non cosa aggiungere.
«Mai prendere decisioni basate sulla paura. Prendete decisioni basate sulla speranza e sulla possibilità. Prendete decisioni basate su ciò che dovrebbe accadere, non su ciò che non dovrebbe accadere». - Michelle Obama
Un metodo per dare la giusta priorità alle cose: dai priorità alle cose che ti fanno sentire vivo, o viva.
Spesso investiamo più tempo per affrontare piccole decisioni rispetto a quello che dedichiamo a grandi decisioni dove invece, nel bene e nel male, agiamo più impulsivamente.
Viviamo all’interno di un ecosistema di distrazioni che ci portano a disperdere i nostri pensieri e indebolire la nostra memoria. In questo contesto diventa necessario imparare a scegliere come e cosa pensare. A cosa dare priorità.
Sapere quello che vogliamo consiste per metà nel sapere a cosa dobbiamo rinunciare per averlo, scriveva l’autore Sydney Howard. Oggi abbiamo sempre più scelte. Amiamo avere scelte. Ma odiamo fare scelte.
Chi decide qualcosa dovrebbe aver vissuto in prima persona le possibili conseguenze delle sue decisioni.
In molti vogliono prendersi il merito di qualcosa. Soprattutto quando è qualcosa di importante e lodevole. Ma in pochi vogliono prendersi la responsabilità di qualcosa.
Le previsioni troppo dettagliate e prudenti rischiano di smorzare entusiasmi imprenditoriali che hanno portato a grandi scoperte e grandi opere.
Viviamo in un Short-Term World, tendiamo a pensare per urgenza non per lungimiranza.
Non sempre la quantità di lavoro che facciamo corrisponde ad un aumento della qualità del nostro lavoro. Anzi, spesso più cose facciamo contemporaneamente più rischiamo di farle tutte male.