Meno fallimenti e più Fuck Up: 5 cose da lasciare andare
Fallire deriva da fallĕre, ingannare e deludere. Fuck Up contiene invece la via d'uscita: cinque cose di cui liberarsi per sbagliare meglio.
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Fallire deriva da fallĕre, ingannare e deludere. Fuck Up contiene invece la via d'uscita: cinque cose di cui liberarsi per sbagliare meglio.
Le macchine sperimentano, sbagliano e migliorano ad ogni interazione: un Kaizen algoritmico da cui gli esseri umani hanno molto da imparare.
Cambieremo lavoro sempre più spesso e sbagliare sarà inevitabile. Chiedere scusa, rialzarsi, improvvisare: imparare a sbagliare conta.
Inutile cercare sempre gli errori. Conviene "abbracciare" l'Intelligenza Artificiale Generativa con entusiasmo e consapevolezza.
Cinque alternative al FAST FAIL ("Fallire Veloce") per affrontare un fallimento.
"Cadere è un incidente, restare a terra è una scelta". - Rosemary Nonny Knight
Muro filosofico #40: “Sbloccami” una frase che ho trovato a Lucca vicino alla stazione.
Muro filosofico #34: “Insegnami ad odiare di meno”, una scritta che mi ha fatto pensare a come siamo stati educati e di come, ancora oggi, vengono educati i bambini e le bambine.
Kickended.com è un sito che raccoglie tutti i progetti di crowdfunding che non hanno raggiunto il 100% del finanziamento e quindi non sono partiti.
Gli errori del passato sono utili per evitare che si ripetano. A una condizione, che la storia venga ricordata. E purtroppo non sempre questo avviene.
Le previsioni troppo dettagliate e prudenti rischiano di smorzare entusiasmi imprenditoriali che hanno portato a grandi scoperte e grandi opere.
Di fronte a un errore è importante fermarsi. Capire dove abbiamo sbagliato e aggiustare il tiro. Se non ci fermiamo. Se continuiamo a ripetere l’errore per evitare la scomodità di ammetterlo. Allora diventa un’abitudine.
Secondo Edward Teller, la scienza ha sempre commesso tanti errori, ma sono questi errori che hanno permesso agli scienziati di avvicinarsi alla verità. Di risolvere errori passati e trovare nuove soluzioni.
Nel Sutta del Buddha c’è un concetto molto interessante, quello della doppia freccia. Secondo il Buddha, soffrire è come essere colpiti da due frecce. La prima freccia è quella del dolore fisico, reale. La seconda freccia è il dolore mentale.
Non diventeremo mai coraggiosi e pazienti se nel mondo ci fosse solo gioia. Vero. Sono le difficoltà che ci rendono innovativi. Sono i problemi che ci rendono creativi. Sono le paure che ci rendono coraggiosi.
Per Seeger un errore diventa produttivo quando: 1) È stato commesso al servizio di una missione e di un’idea. 2) È stato riconosciuto come errore. 3) Ha insegnato qualcosa. 4) È considerato prezioso. 5) È stato condiviso a beneficio di tutti.
Dobbiamo passare dalla mentalità per cui chiudere=fallire a quella per cui chiudere=scegliere. Scegliere cosa fare e scegliere cosa non fare. Chiudere non è mai la fine ma è sempre l’inizio di qualcosa.
La vita è una somma di momenti di passaggio. E questo ci aiuta ad affrontare il fallimento. Perché se viviamo ogni momento come una fase di cambiamento e crescita, quando falliamo sappiamo che il fallimento non è una condizione permanente.
Tutto era per sempre, finché non lo era più. È successo all’impero russo. È successo all’Unione Sovietica. Ed è quello che sta succedendo a molte aziende che pensavano di durare per sempre, fino a quando non sono fallite.
In un periodo storico di cambiamento continuo, penso sia più utile testare, piuttosto che prevedere.
Sul lavoro sono molti gli imprevisti che possono succedere e sta solo a noi scegliere come affrontarli. Possiamo vederli come qualcosa di negativo da evitare. Oppure come un’occasione per fare le cose in maniera differente e avere nuove idee.
L’obiettivo è mettere le persone nelle condizioni di non fare errori. Ma visto che di errori ne facciamo in continuazione, forse sarebbe utile insegnare anche ad affrontarli, e non solo ad evitarli.
Spesso, la cosa migliore da fare con una causa persa è lasciar perdere. Perché provare a perseguirla, ostacola le cause che non hai ancora perso.
Spesso ci concentriamo troppo sul passato con l’improbabile illusione che le cose passate possano cambiare. Non cambiano. Punto. Quello che può cambiare invece è il nostro futuro.
Dietro a molti fallimenti o errori spesso si nasconde una “Justification narrative”.
Una docuserie che affronta il tema del successo in maniera contro intuitiva. Ovvero, parlando del fallimento.
Quando si punta a crescere non importa se si arriva primi o secondi. Importa solo migliorarsi e imparare qualcosa di nuovo. Anzi, meno si vince più si impara. Si impara dagli altri e si impara dai propri errori.
A volte il momento più luminoso è quello prima del buio. A volte, il momento di maggior successo può segnare l’inizio del declino. E questo è quello che è successo a Douglas Kenney.
Meglio buttarsi con il rischio di fallire e fare un disastro piuttosto che non fare mai nulla. Perché se fai e poi sbagli ci sono alte probabilità che poi farai meglio e, con il tempo, raggiungerai i tuoi obiettivi.
Amazon è un’azienda con una cultura fortemente incentrata sul fallimento e sulla condivisione degli errori. È un’azienda che è stata in grado di trasformare ogni insuccesso in un test per creare prodotti di successo.