L’IA ci ruberà il lavoro?
Le dieci ragioni per cui l'IA potrebbe rubarci il lavoro e le dieci per cui, invece, non potrà mai sostituirci.
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Le dieci ragioni per cui l'IA potrebbe rubarci il lavoro e le dieci per cui, invece, non potrà mai sostituirci.
Dal caso di Google Maps in India alla scrittura a mano di Sam Altman: le competenze umane che rischiamo di perdere delegando tutto alle macchine.
Un tutor virtuale per tutti può democratizzare la formazione. Ma il cervello è pigro: servono autonomia e senso critico per non delegare tutto.
Nei lavori più esposti le competenze richieste cambiano il 66% più velocemente. Chi ha competenze in IA guadagna in media il 56% in più.
«Le buone abitudini determinano un buono stato d’animo» - sui muri di Milano (su segnalazione di PAO)
170 milioni di posti creati e 92 sostituiti: il saldo è positivo. Non è una crisi occupazionale, è una transizione. Ma chi saprà farlo?
Ricerca Harvard, Wharton e P&G su 776 professionisti: una persona con l'IA eguaglia il rendimento di un team intero, e in meno tempo.
Gemini 2.5 Pro segna 130 al test Mensa Norway. Ma il QI è solo una delle dimensioni, e probabilmente non la più importante nell'era dell'IA.
Pensiero analitico, creatività, curiosità: le competenze indicate dal World Economic Forum. Quante di queste vengono davvero insegnate a scuola?
Cambieremo lavoro sempre più spesso e sbagliare sarà inevitabile. Chiedere scusa, rialzarsi, improvvisare: imparare a sbagliare conta.
Per Altman conteranno creatività e capacità di fare domande. Ma la scuola insegna il contrario: memorizzare, stare nelle righe, dare risposte.
Le allucinazioni dell'IA hanno aiutato il Nobel David Baker a progettare nuove proteine. Per sfruttarle servono insieme senso critico e creatività.
Il modello o1 ha raggiunto un QI di 120, superiore al 91% delle persone. Adattabilità, resilienza, creatività: sei quozienti su cui puntare adesso.
Se un bambino impara a fare la fatica di immaginare e studiare, avrà una tecnologia che lo supporta. Se si arrende, sarà lei a decidere per lui.
Un cameriere scorbutico o un medico distaccato sono i più facili da sostituire con una macchina. La gentilezza diventa la soft skill che protegge.
Spesso facciamo l'errore di pensare in termini di professione più che di talento.
Ogni volta che automatizziamo una parte del nostro lavoro grazie all’IA, dovremmo investire il tempo guadagnato per imparare una nuova competenza che possa darci un valore aggiunto rispetto alle macchine.
Nell’era dell’intelligenza artificiale, sarà più importante imparare a pensare e ragionare più che programmare ed eseguire.
Quattro competenze trasversali che ho imparato dal mio lavoro di curatore e che mi sono poi state utili anche per molti altri lavori.
Le soft skills, valgono di più delle hard skills, perché in un mondo del lavoro sempre più dinamico, chi siamo, la nostra attitudine al lavoro e il nostro potenziale, vale di più di cosa abbiamo fatto, delle nostre competenze tecniche e del nostro passato.
In un mondo che cambia di continuo, il Quoziente di Adattabilità, più che quello di Intelligenza, diventerà un elemento chiave del successo (e della sopravvivenza) di una persona.
Viaggiare ci permette di staccare con la nostra routine quotidiana. Ci permette di avere nuove ispirazioni e conoscere nuovi modi di fare le cose: il modo migliore di trovare il tuo lavoro è lavorare di meno e viaggiare di più.
La differenza tra un disastro e un'avventura sta solo nell’attitudine con cui affrontiamo quello che ci capita. Non in quello che ci capita.
Le soft skills, a differenza delle hard skills, sono più difficili da insegnare a scuola. Dobbiamo inventarci processi di apprendimento differenti. E viaggiare è uno di questi.
Il modo migliore per dimostrare di avere delle Soft Skills non è spiegarlo a parole ma dimostrarlo con dei progetti.
Dobbiamo tenere duro ancora qualche generazione, dobbiamo ridurre il nostro impatto ambientale così che il pianeta riesca ad ospitare 11 miliardi di persone almeno fino a quando non torniamo ad essere di meno.
Tre temi su come un professionista dovrebbe promuoversi on line emersi durante la mia intervista su Radio Rai.