Trump, i gatti e l’immagine generata dall’IA
Un'immagine palesemente generata dall'IA per rilanciare una fake news. Non conta che sia vera: conta lo schieramento che rappresenta.
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Un'immagine palesemente generata dall'IA per rilanciare una fake news. Non conta che sia vera: conta lo schieramento che rappresenta.
Character.AI secondo, Perplexity terzo, la crescita di Claude e le app di estetica: cosa dice il report a16z sulle app di IA più usate al mondo.
«A volte mi chiedo se ci pensi anche tu» - sui muri di Milano
L'atto di scorrere in modo intenso e continuativo i contenuti digitali guidati da una curiosità insaziabile e da un desiderio di scoperta e apprendimento costante.
Prima dovremmo dare ai nostri figli la capacità di ragionare, la voglia di scoprire ed essere creativi, poi insegnare a programmare e poi dar loro Smartphone e Social Media.
Pratica di sostenere una causa politica o sociale attraverso mezzi come i social media o le petizioni online, caratterizzati da un impegno o uno sforzo minimo.
Perché quasi 50 milioni di persone hanno condiviso un'immagine generata dall'IA e non una fotografia reale?
Neologismo, nato dalla fusione dei termini «Death» e «Entertainment», usato per indicare una forma di intrattenimento portata all'eccesso dove gli Influencer arrivano a perdere o mettere in gioco la propria vita.
L'Italia è il primo paese al mondo in cui gli under 15 sono meno degli over 65. È quindi ovvio che qualsiasi politica sia pensata per gli anziani più che per i giovani.
Gli utenti preferiscono i contenuti creati dall'IA e i Creator preferiscono creare contenuti con l'IA. Quale può essere il futuro per chi crea contenuti?
Modalità di vita per cui siamo alla costante ricerca di qualcosa di nuovo evitando di prendere qualsiasi decisione che potrebbe escluderci da una scelta che pensiamo possa essere ancora migliore.
Una nuova tecnologia richiede sempre una nuova mentalità, e l'unico modo che abbiamo per usarla al meglio è capirla e formarci, senza limitarci ad usarla e basta.
Per le e generazioni più giovani il fatto che un personaggio o un Influencer sia reale non sarà così rilevante, l'importante è che sia sempre disponibile (via chat) e che incorpori valori in cui possano riconoscerci.
La capacità di scegliere cosa ignorare e dove investire le nostre limitate capacità di attenzione.
Persone che camminano per strada senza alzare lo sguardo dallo smartphone, rischiando di inciampare, scontrarsi con altre persone o attraversare la strada in modo pericoloso.
L'avvento dell'Intelligenza Artificiale Generativa rende necessario per chiunque lavori nel settore della creatività elevarsi lasciando alle macchine la produzione di contenuti poco originali per dedicarsi a idee più originali e innovative.
Perché le newsletter sono (per me) la miglior fonte d'informazione.
Tendenza di uno o entrambi i genitori di condividere costantemente fotografie, video e storie dei propri figli sui Social Media senza il loro permesso.
Possibile evoluzione (o degenerazione) del neorealismo cinematografico applicato alla tendenza, tipica di TiKTok, di elevare fenomeni della quotidianità a personaggi di costume.
Stile di vita trasandato e indifferente al giudizio altrui, caratterizzato da uno scarso livello di igiene e cura di se stessi.
Aziende o personaggi la cui comparsa è seguita quasi simultaneamente dalla loro scomparsa, manifestando, paradossalmente, la propria presenza con la propria assenza.
Tendenza, tipica dei Social Media, di rendere i fatti e la realtà molto più drammatici così da poter attirare maggiormente l'attenzione delle persone.
Processo di autosuggestione basato sull'idea per cui la continua ripetizione di pensieri positivi generi eventi positivi, e viceversa con quelli negativi.
Un insieme di parole in codice o neologismi che gli utenti stanno adottando per evitare che i propri contenuti possano essere censurati dagli algoritmi di moderazione di social come Instagram o TikTok.
Internet si sta trasformando in un luogo dove tutto si assomiglia, dove tutti parlano, scrivono e leggono allo stesso modo. Potremmo dire che Internet ci ha reso tutti diversi ma tutti diversi allo stesso modo.
Ci interessa solo quello che accade ora senza domandarci cosa potrebbe accadere domani. Passano le settimane e ci sembrano vecchie di anni. La tecnologia muta così in fretta che ci lasciamo scivolare addosso cambiamenti che un tempo ci sarebbero apparsi epocali.
Sostenere più progetti e sottoscrivere molteplici servizi aumenta il rischio di soffrire di quel fenomeno conosciuto come "Subscription Fatigue" aggravato da un eccesso di informazioni che potrebbe portarci a una sorta di paralisi da analisi mediatica.
Muro filosofico #60: “Come tutte le tue frasi” una frase che ho trovato scritta su diversi muri a Milano e che mi ha fatto pensare ad Heidegger.
Da una parte abbiamo sempre più riferimenti virtuali (i Virtual Influencers), dall’altra però questi Influencer virtuali cercano di essere più umani dei loro “competitor” reali.
La sensazione che proviamo come utenti di Internet o dei Social Media, di essere costantemente controllati, osservati e influenzati da algoritmi pensati per farci credere di volere quello che loro vogliono che noi vogliamo.