Dieci domande per re-inventare il proprio lavoro.
Dieci domande che penso sia utile farsi per re-iventarsi come professionisti.
Frasi, estratti di discorsi, romanzi o saggi che ho trovato nelle mie letture.
221 appunti
Dieci domande che penso sia utile farsi per re-iventarsi come professionisti.
Oggi stiamo vivendo una rivoluzione lavorativa senza precedenti, e questa è una grande occasione per rivedere il nostro modo di lavorare in un’ottica più smart, ovvero lavorare di meno aumentando la nostra produttività.
«Mai prendere decisioni basate sulla paura. Prendete decisioni basate sulla speranza e sulla possibilità. Prendete decisioni basate su ciò che dovrebbe accadere, non su ciò che non dovrebbe accadere». - Michelle Obama
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso e il valore non è altro che il senso che scegliete. - Jean-Paul Sartre
La felicità è un momento, il momento in cui superiamo qualche particolare infelicità. - Zygmunt Bauman
Gli errori del passato sono utili per evitare che si ripetano. A una condizione, che la storia venga ricordata. E purtroppo non sempre questo avviene.
Even in heaven they don't sing all the time. - Lawrence Ferlinghetti
Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita. - Boris Pasternak
"Il capitalismo della sorveglianza" mette bene in luce come le Big Tech (Facebook e Google in primis) stiano costruendo un nuovo modello di capitalismo, difficile da comprendere ma che comprende ogni aspetto delle nostre vite.
Negli ultimi settant’anni abbiamo guadagnato molti diritti e molte libertà, ma anche alcune responsabilità, tra queste la responsabilità (e il dovere) della consapevolezza. Oggi dobbiamo essere consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni.
La vita non è altro che una competizione ad essere il criminale piuttosto che la vittima. - Bertrand Russell
In un tempo, come quello che stiamo vivendo, in cui tutto cambia sempre più velocemente, non vince chi ha più soldi, o chi è più bravo, ha più relazioni o più competenza. Vince chi impara più in fretta. Vince chi si adatta più in fretta.
Il 2020 è stato un anno che ci ha messo a dura prova. Ma anche un anno che ci ha insegnato molto. Un anno rivoluzionario che, se saremo in grado di guardare in faccia e di affrontare guardando al futuro e non al passato, forse potrà renderci delle persone migliori o, quanto meno, più antifragili.
In un periodo, come quello che stiamo vivendo, in cui non abbiamo la possibilità di viaggiare e conoscere mondi nuovi, i libri possono essere una valida alternativa perché se non possiamo viaggiare con il corpo almeno viaggiamo con la mente.
«Quando un napoletano è felice, invece di pagare un solo caffè, ne paga due: uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo.» - Luciano de Crescenzo
Durante una crisi, come quella che stiamo vivendo, le persone non smettono di fare le cose che facevano prima ma le fanno diversamente, e le aziende che fanno le cose diversamente hanno più probabilità di avere successo e di convincere il mercato.
Se passiamo troppo tempo a cercare il momento giusto o l’idea perfetta per iniziare, rischiamo di non iniziare mai. Rischiamo di passare la vita ad aspettare qualcosa che non accadrà mai. Perché non accadrà se non saremo noi a farlo accadere.
“Viandante, non sei su una strada, la strada la fai tu andando.” - Antonio Machado.
Sapere di avere un innato talento imprenditoriale, sapere che qualsiasi cosa succederà saremo in grado di re-inventarci e andare avanti, è una risorsa preziosa in un mondo del lavoro che cambia sempre più velocemente.
Spendiamo soldi che non abbiamo per cose che non ci servono al fine di fare una buona impressione su persone di cui non ci importa niente. - Tim Jackson
Groucho Marx diceva: «Se non ti diverti stai facendo qualcosa di sbagliato». Mi piace l’idea di usare il divertimento come indice, come KPI per usare un termine del lessico manageriale, per giudicare il nostro lavoro.
Il momento più buio è quello prima dell’alba, scriveva Paulo Coelho. Ed è vero. Quando tocchiamo il fondo non possiamo che risalire. Tuttavia è vero anche il contrario. Il momento più luminoso è quello prima del declino.
«La tensione dell'anti-intellettualismo è stata un filo costante che si è snodato attraverso la nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che essere in una democrazia significa che “la mia ignoranza è buona quanto la tua conoscenza”» - Asimov
Oggi, nell’epoca dell’infobesity, per sapere (e non solo per agire) bisogna prima sapere cosa ignorare. Quali fonti ignorare. Quali notizie ignorare. Quali Tweet, quali Post, quali Fake News. Sembra un paradosso ma oggi per essere saggi bisogna essere ignoranti.
Se siamo dei principianti (anche solo come mentalità), abbiamo la mente più libera, non siamo prigionieri delle nostre competenze, e quindi riusciamo a vedere soluzioni e opportunità che gli esperti non sempre riescono a vedere.